Panza e prisenza, di Giuseppina Torregrossa, Mondadori 2012, recensione di Daniela Domenici

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“Tre poliziotti, sette ricette di piatti prelibati, un’estate: si aggiungano due indagini delicate, profumate cene in terrazza, un pizzico d’ironia e passione quanto basta. Un canto d’amore per la Sicilia servito come un giallo”: queste parole della quarta di copertina dicono, in estrema ma perfetta sintesi, cosa sia “Panza e prisenza” di Giuseppina Torregrossa edito da Mondadori nel 2012.

Ma naturalmente questo libro è molto di più ed è stato innamoramento immediato e viscerale da parte di una tosco-sicula, come si definisce la sottoscritta, che ha vissuto in Sicilia trentacinque dei suoi 56 anni di vita, si è laureata con una tesi in dialettologia siciliana e, addirittura, è nata nella città in cui la storia ha luogo, Palermo, che, purtroppo, non conosce e di cui si è invaghita grazie a questa storia.

“…queste pagine sono un apologo lieve e dolente sull’impossibilità di una giustizia in terra di Sicilia e, al tempo stesso, un grande, struggente canto d’amore per quella stessa terra che rinasce ogni giorno dalle proprie ceneri…” e Giuseppina “intona” questo suo canto attraverso le perfette descrizioni, sia fisiche che psicologiche, dei tre protagonisti, due poliziotti e una poliziotta anzi, una commissaria, Maria Teresa detta Marò, e di tutte le altre persone che ruotano intorno a loro nella risoluzione delle due indagini; dettagliate e piene d’amore per la propria terra e le sue tradizioni (la festa di santa Rosalia, in primis) le descrizioni dei luoghi in cui le varie vicende hanno luogo.

Straordinariamente scorrevole la forma narrativa, piena di ironia e intrisa di termini siciliani che vengono spiegati e tradotti nel glossario finale per i non siculi (e quindi non per me che li ho assaporati durante la narrazione come una raffinatezza…) e arricchita da ricette che vengono poi cucinate nel capitolo precedente o seguente da qualcuno/a dei protagonisti; questo escamotage sta diventando quasi una cifra distintiva, un valore aggiunto, che ho già rilevato in alcune/i gialliste/i italiane/i.

Ringrazio Giuseppina Torregrossa per le emozioni che mi ha regalato con questa sua opera e, come un gambero, leggerò i suoi libri precedenti per apprezzarla ancora di più.

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About the author

Sophia Bennett is an art historian and freelance writer with a passion for exploring the intersections between nature, symbolism, and artistic expression. With a background in Renaissance and modern art, Sophia enjoys uncovering the hidden meanings behind iconic works and sharing her insights with art lovers of all levels. When she’s not visiting museums or researching the latest trends in contemporary art, you can find her hiking in the countryside, always chasing the next rainbow.