Maria Venturi e la sottoscritta, di Daniela Domenici

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Sono passati almeno tre lustri da quando ho collezionato, e letto, tanti libri di Maria Venturi, che non sapevo fosse nata nella mia Firenze e che nonostante l’età anagrafica continua a scrivere e pubblicare romanzi con un’energia straordinaria.

Dopo tanti anni ho sentito il desiderio di rileggerli e ho capito perché abbia ancora così tanto successo: la sua fantasia nell’immaginare trame unita alla bravura nella caratterizzazione dei protagonisti sia attraverso i dialoghi che la descrizione psicologica rendono i suoi libri, anche dopo tanto tempo, avvincenti a tal punto che si divorano in un soffio, anche in una sola giornata, come mi è capitato per “In punta di cuore”, “Chi perdona ha vinto”, “I giorni dell’altra” e “L’amore stretto” che ho recensito tre settimane fa

https://danielaedintorni.com/2016/08/03/lamore-stretto-di-maria-venturi-recensione-di-daniela-domenici/

In ognuno dei quattro c’è sempre, al centro, una figura femminile dalle mille sfaccettature, Lucia nel primo, Cecilia nel secondo, Caterina nel terzo e Laura nel quarto, che si trovano a vivere rapporti complicati, dolorosi, appassionati da cui alla fine, con la propria forza interiore, in modi diversi, riusciranno a emergere vincenti.

Ho scritto questa recensione “collettiva” (ed è la prima volta che lo faccio) perché sono profondamente e perdutamente ammirata dalla sua fantasia inesauribile, ne vorrei avere una minima goccia (lo dichiaro pubblicamente con umiltà, per ora ho scritto solo saggi, nessun romanzo); rileggerò anche gli altri suoi libri che posseggo e sono sicura che saranno ancora emozioni e commozione per le tante altre donne protagoniste.

Grazie Maria.