accadde…oggi: nel 1910 nasce Dorothea Tanning, di Paola Naldi

Dorothea Tanning nasce (nel 1910) e cresce a Galesburg (illinois).
Si diploma alla Galesburg Public High School nel 1926. Lavora per un periodo presso la Biblioteca di questo Istituto e in seguito frequenta il Knox College.
Nel 1930 decide di dedicarsi a tempo pieno alla carriera artistica e si trasferisce a Chicago. Nel 1935 è a New York.
Nel 1941 sposa lo scrittore Homer Shannon, dopo una relazione di 8 anni.
Nel 1936 scopre il Surrealismo grazie a una mostra del MoMA. Il gallerista Julien Levy rimane colpito dal suo lavoro e le fa tenere due mostre personali, una nel 1944 e una nel 1948.
Nel 1942 Dorothea incontra Max Ernst, di cui frequenta lo studio e di cui si innamora. I due convivono per un po’ a New York, poi si trasferiscono a Sedona, in Arizona, dove costruiscono una casa, che è aperta agli amici. Separatisi dai rispettivi coniugi, si sposano nel 1946.
Nel 1949 vanno a Parigi, poi a Touraine, dividendosi tra Parigi e la Provenza sino alla morte di Ernst nel 1976.
Dorothea torna a New York, dove si dedica alla pittura per tutti gli anni ’80, passando poi alla scrittura e alla poesia.
Muore nel 2012, a 101 anni, nella sua casa di Manhattan.
Nel 1997 viene istituita una Fondazione a suo nome, per mantenere viva la comprensione della sua arte e promuovere attività filantropiche.
Dorothea dipinge inizialmente storie fantastiche, legate al sogno, con meticolosa attenzione per i dettagli. Disegna scenografie e costumi per molti balletti e recita in due film.
Con il tempo la sua arte diventa sempre più astratta, sviluppando uno stile proprio. Sperimenta la scultura e l’incisione. Negli anni ’60 usa la macchina da cucire per creare pezzi fatti di tessuti, imbottiture, oggetti di uso quotidiano: è la scultura morbida, tattile.
Ha scritto molte poesie e alcuni libri di memorie. Come scrittrice ha avuto importanti riconoscimenti. Il romanzo più noto è Chasm, pubblicato nel 2004.
Sperimentatrice instancabile, ha sempre rifiutato le etichette.
“Un vero artista deve esplorare tutti i mezzi a sua disposizione fino a quando respira”, sono le sue parole. “Sarebbe grottesco dipingere nella stessa maniera per tutta la vita. È una forma di ibernazione”.














