Vite senza gloria, di Giacomo Cacciatore e Giuseppe Pizzo, edizioni Leima 2023, recensione di Daniela Domenici

Un libro davvero particolare e affascinante questo scritto a due mani da Giacomo Cacciatore, scrittore, e Giuseppe Pizzo, ex poliziotto e attuale inviato di “Chi l’ha visto?” che hanno unito la creatività e la penna letteraria del primo al rigore e ai contributi audio e video del secondo per raccontare una storia vera. I due autori non l’hanno scelta, come sottolinea Cacciatore nella premessa, per trattarla come un caso di cronaca ma perché colpiti dai risvolti umani della vicenda per provare a raccontare (e ci riescono perfettamente, NdR) cosa si nasconda dietro vite che sembrano consuete ma che dopo quello che è successo sono, per chi rimane, vite senza gloria, e senza Gloria, gioco di parole che dà il titolo a quest’opera centrata sull’omicidio di Gloria Rosboch a Castellamonte nel Canavese nel gennaio e febbraio 2016.

Complimenti ai due autori per come hanno saputo ricostruire e descrivere la vita di Gloria e di coloro che si sono trovati sulla sua strada, soprattutto di Gabriele, di sua madre Caterina, di Roberto, di Marisa ed Ettore, genitori di Gloria. Ma chi era Gloria? Emerge la figura di una donna molto sola, senza amicizie o amori, dedita solo all’insegnamento, una figlia unica che viveva ancora con i genitori la quale un giorno conosce Gabriele che viene a ripetizione da lei e da quel momento la sua vita, forse un po’ abitudinaria e incolore, subisce un cambiamento che avrà, come anticipato, un finale drammatico.

Vorrei concludere con le parole dell’avvocato Caniglia, che si è occupato della vicenda, nella sua postfazione “a me, personalmente, resta molta tristezza e l’immagine di una donna, forse di altri tempi, incapace di accorgersi del male del mondo”, quante ce ne sono come Gloria, purtroppo…