Don Fortunato Di Noto, di Roberto Mistretta, edizioni Paoline 2021, recensione di Daniela Domenici

Superlativamente splendido, commovente, struggente, soprattutto dolorosamente vero, senza sconti questo libro di Roberto Mistretta, giornalista e scrittore nisseno, dedicato a don Fortunato Di Noto, il sacerdote che da più di trent’anni combatte, con tutti i mezzi che ha, senza un attimo di sosta, contro la pedofilia e la pedopornografia per dare voce a quei bambini e quelle bambine “che non hanno voce per gridare” il loro dolore per gli abusi subiti perché “l’abuso crea una schiavitù emotiva. Paralizza. Non è vero che l’abuso si dimentica. Nessuno dimentica. Sono ferite sempre aperte, sanguinanti. I balsami possono lenirle, i punti di sutura rimarginarle, il tempo può aiutare ad andare avanti, ma la cicatrice rimane. E fa male. La pedofilia è una forma di schiavitù che lega per sempre la vittima al trauma subito. La fede aiuta, ma serve anche l’ausilio di professionisti, il sostegno psicologico, il supporto di un contesto favorevole. E tempo, tanto tempo. Il tempo dell’amore”.
Mistretta è andato ad Avola nella sede di Meter, l’associazione fondata da don Di Noto, per capire e vedere da vicino come opera insieme ai/alle volontari/e e farsi raccontare la sua incessante attività; è un libro denso di riferimenti legali e informatici sul deep web che, purtroppo, è sempre più deep perché i dati di Meter dicono che la pedofilia e la pedopornografia sono in costante aumento.
Negli ultimi capitoli l’autore dà voce ad alcuni/e dei/lle bimbi/e abusati/e, naturalmente con nomi di fantasia, che ci fanno capire quanto il ricordo di quegli abusi continuino a tormentarli/e nel tempo ed è per questo che don Fortunato continua la sua meravigliosa opera, la sua battaglia in difesa dei bambini e della bambine: grazie di vero cuore a Roberto Mistretta per avercelo fatto conoscere ma le sue parole non devono rimanere lettera morta, possiamo fare in modo di non essere conniventi sottacendo gli abusi ed essere anche noi, come don Fortunato e Roberto Mistretta, la voce di quei/lle piccoli/e.