Nero dominante, di Armando D’Amaro, Fratelli Frilli editori 2017, recensione di Daniela Domenici

Ho avuto il piacere di leggere e apprezzare questo romanzo giallo storico, da ieri in edicola insieme alla Gazzetta dello Sport, di Armando D’Amaro, prolifico autore genovese del quale ho già recensito altri libri negli anni scorsi.

Il protagonista è il commissario Boccadoro che “esordisce” in questo libro, che ritroveremo in altre opere seguenti e di cui a marzo vedrà la luce la settima avventura; questa è ambienta nel maggio del 1938 quando Mussolini arriva a Genova dopo dodici anni sbarcando dalla corazzata Cavour, insieme ai suoi gerarchi più fedeli, per una visita di quattro giorni.

Il commissario ha ricevuto una soffiata su un possibile complotto ai danni del duce e deve quindi condurre un’indagine a tutto campo sempre insieme al suo fido aiutante Boccacini. D’Amaro “regala” al commissario una famiglia unita composta dalla moglie, da due figlie e un figlio, che sono la sua oasi di pace tra una indagine e l’altra.

Lo scrittore ha la straordinaria capacità di trasmettere la mentalità, le atmosfere e i costumi della Dominante (Genova) in quel determinato periodo storico, dopo le guerre d’Africa e il colonialismo, con un’attenta, dettagliata e accurata ricostruzione storica che s’intreccia con la trama gialla: complimenti!