Un oscuro delitto, di Marco Della Croce, Fratelli Frilli editori 2024, recensione di Daniela Domenici

Undici mesi fa per recensire “Nero come la neve”, la prima indagine del commissario Dario De Santis nato dalla penna di Marco Della Croce, ho iniziato scrivendo “semplicemente superlativo: perdonate l’incipit iperbolico ma questo libro di Marco Della Croce, scrittore, saggista e sceneggiatore spezzino, che è un giallo ma anche un romanzo storico e che ho letto in un soffio nonostante le 300 pagine, se lo merita appieno per una serie di motivi”; copio e incollo le mie parole perché valgono anche per questa seconda indagine che si volge a La Spezia nei giorni precedenti all’entrata in guerra dell’Italia, il 10 giugno 1940, mentre la prima indagine aveva luogo nel 1938.
Ripeto i complimenti di vero cuore della prima recensione per la straordinaria bravura nell’uso dei dialetti, dal romanesco al napoletano, dal fiorentino al siciliano, che colorano alla perfezione i dialoghi tra i collaboratori e De Santis: bravissimo!
E si merita una nuova standing ovation per l’accurata e dettagliata ricostruzione storica della città di La Spezia e dintorni in quel periodo, sembra di essere davvero lì durante le indagini che De Santis e il suo staff devono portare avanti su una serie di delitti efferati di cui solo alla fine si capirà il fil rouge; e perfetto l’escamotage dei titoli dei capitoli con ora e giorno che danno maggiore velocità al ritmo narrativo e fanno stare in un’apnea emotiva sino alla fine.
Complimenti meritatissimi per la splendida caratterizzazione psicologica di ognuno dei tanti protagonisti, in primis il commissario, di cui è impossibile non innamorarsi per la sua fragilità interiore dovuta a un dolore che è ancora vivo e bruciante nonostante siano passati alcuni anni; e poi regala sorrisi ininterrotti il vice Gegè, dall’intuito formidabile nonostante la giovane età.
Non vediamo l’ora di leggere la terza indagine del commissario De Santis!