Quelle improvvise connessioni blu, di Massimo Pedersoli, Controvento 2022, recensione di Daniela Domenici

Massimo Pedersoli è da poco rientrato dal suo lunghissimo cammino da Genova fino a Capo Nord a piedi sempre in favore dell’autismo. Ho avuto il piacere di leggere questo suo libro resoconto che ha come sottotitolo “un milione di passi per l’autismo” in cui descrive i due cammini che ha fatto in favore di “Walking for Charity” nel 2020 e nel 2021. Il primo è quello di sant’Antonio e di san Francesco da Padova ad Assisi dal 4 ottobre al 2 novembre 2020, il secondo da Assisi fino a Loreto per il cammino Lauretano dal 21 al 30 ottobre 2021.

Massimo Pedersoli è un giovane genovese che, come si legge in quarta di copertina, “qualche anno fa ha messo la sua vita in pausa per dedicarsi a cammini a scopo benefico…completamente estraneo all’autismo ha voluto scoprire, comprendere meglio e imparare qualcosa di più su questo disturbo, tanto complesso, che in Italia colpisce circa 600.000 soggetti…attraverso il suo vissuto quotidiano entra, in punta di piedi, nella vita di famiglie autistiche, resta affascinato dagli incontri che questo viaggio gli ha permesso di fare, farà nuove amicizie destinate a durare per sempre”.

La sottoscritta come docente conosce l’autismo e prova a interagire, da anni, con bambine, bambini e adolescenti sia a bassa che ad alta definizione e per questo vuole ringraziare Massimo di vero cuore per quello che sta facendo per questa disabilità così particolare. Il top è stato arrivare a Capo Nord dopo mesi di cammino a piedi per mezza Europa ma anche i cammini descritti in questo libro sotto forma di diario quotidiano sono straordinari; come dice un papà parlando di Massimo “non capivo che cosa lo spingeva a fare tutto ciò…lo dovevo conoscere assolutamente…da lui ho avuto la definitiva conferma di cosa significa fare il volontariato, cioè donare se stesso agli altri senza chiedere nulla in cambio”; e un’altra mamma “dopo aver incontrato la sua energia…ho scoperto che ogni piccola goccia può scavare un solco, diventare ruscello e trasformarsi in un fiume…grazie ragazzo errante”: grazie anche da parte mia, ragazzo errante!