l’avvocata dell’avvocata, di Andrea Santucci, Golem edizioni 2024, recensione di Daniela Domenici

Superlativamente splendido, permettetemi questo incipit iperbolico ma questo romanzo di Andrea Santucci se lo merita appieno, ho letteralmente divorato le sue 300 pagine in meno di 48 ore, ne sono appena riemersa e ve ne voglio parlare.

I primi complimenti vanno al suo splendido stile narrativo, perfetto, ricco, avvincente, dal ritmo velocissimo, da rimanere in apnea emotiva fino all’ultima parola, una vera perla rara nel panorama dei libri gialli e non solo: bravissimo!

E complimenti per aver scelto come protagonista una donna, un’avvocata, Maria Grazia Ragonese, ed essersi impersonato in lei in modo assolutamente convincente, una delle prime avvocate in Italia e a Napoli, in particolare, perché la vicenda si svolge nella città partenopea, e per di più nel 1951, una scelta davvero coraggiosa e controcorrente di cui lo ringrazio a nome di tutte le donne di cui mi occupo da anni nel mio sito e nei saggi che ho pubblicato: standing ovation!

Concludo con i complimenti per come ha reso Napoli una straordinaria co-protagonista descrivendola dettagliatamente con appassionato amore.

PS la seconda avvocata del titolo è il nome di un quartiere di Napoli.