Donne, madonne, mercanti e cavalieri, un libricino di Barbero, recensione di Valeria Vite

Donne, madonne, mercanti e cavalieri, un libricino di Barbero
Tre donne e tre uomini vengono presentati da Barbero per cercare di spiegare a noi profani come ragionavano i medievali. Barbero utilizza la narrazione, immergendosi in sei brevi biografie che hanno il sapore di un romanzo storico. Siccome Barbero è uno storico non mancano le date, i toponimi, le fonti, oltre a riferimenti al contesto storico.
I personaggi appartengono a vari ceti sociali. Salimbene da Parma è un francescano che impara la Bibbia a memoria per partecipare ai dibattiti e sfida il padre per rinunciare alle ricchezze di famiglia e indossare il saio. Conosciamo tutti lo scontro tra bianchi e neri a Firenze grazie a Dante, ma a scuola si studia solo il punto di vista dei nobili, non quello dei borghesi che volevano la pace per commerciare in tranquillità. Jeans è invece un nobile, e i nobili si distinguono dalla massa per la guerra e proprio per questo si sentono superiori.
Gli uomini scelti da Barbero sono ordinari, le donne invece sono straordinarie. Caterina da Siena era una mistica dedita al digiuno e al guidare tutti i più grandi esponenti del Medioevo; Christine de Pizan, rimasta vedova, è diventata la prima scrittrice di professione, dal sapore femminista. Giovanna d’arco invece non ha bisogno di presentazioni, in quanto è eroina di Francia.
I medievali risultano moderni, ottimisti, diversi eppure uguali a noi. Il Medioevo non era certo un periodo buio. Il libello è piuttosto breve e può essere proposto anche ad una scuola media o a un biennio, oltre naturalmente ad jn pubblico adulto.