Note di donne- musiciste italiane dal 1542 al 1833, saggio di Daniela Domenici, recensione di Patrizia Bove

“Note di donne- musiciste italiane dal 1542 al 1833” è un prezioso libricino che contiene un lavoro di ricerca interessante sulle donne compositrici. Quasi tre secoli in cui si alternano figure di donne che, pur essendo praticamente sconosciute ai più, hanno contribuito ad arricchire il panorama musicale d’epoca. Una nutrita schiera di compositrici è formata da monache, a conferma che i conventi, scelti per obblighi di casta o come rifugio a vite difficili, per molto tempo sono stati i luoghi del “sapere” femminile; altre invece sono donne- artiste provenienti da ogni parte d’Italia.
Un capitoletto è dedicato al “Concerto delle donne”, l’ensemble che si formò alla corte di Alfonso II – duca di Ferrara- nel tardo Rinascimento. Il gruppo musicale femminile ha letteralmente rivoluzionato il ruolo delle donne nella musica professionale e condizionato (in positivo) l’evoluzione del genere musicale.
L’Autrice riporta 31 brevi biografie delle donne musiciste, sottolineando lo stile musicale, le esecuzioni e le caratteristiche di ognuna di loro, proponendo al lettore un quadro significativo sul ruolo delle donne nella storia della musica e, nel contempo, rimarcando anche le difficoltà che esse hanno dovuto affrontare – e superare- per affermarsi nel campo.
Tra le figure di donne musiciste, per motivazioni di origine geografica, mi ha molto interessato quella di Adriana Basile, sorella del ben più popolare Giovan Battista Basile, scrittore e letterato, il primo ad utilizzare la fiaba come forma di espressione popolare.
Grazie a questo lavoro, Daniela Domenici contribuisce a strappare dall’oblio una parte di donne “dimenticate”, meritevoli di una giusta collocazione storica.