Lacrime di sangue, di Massimo Boni, PubMe 2024, recensione di Daniela Domenici

Non potevo non immergermi in questo splendido giallo di Massimo Boni che si svolge nella mia e sua Firenze e non restarne affascinata a tal punto che ho letteralmente divorato le sue 319 pagine in quarantotto ore e ora ve ne parlo.
Il mio formidabile concittadino ha immaginato una storia densa di continui colpi di scena che ridefiniscono ogni volta gli elementi acquisiti e aprono a sempre nuove ipotesi; bravissimo! Semplicemente superlativa la caratterizzazione dell’ispettore Raffaele Improta, deus ex machina di tutta la vicenda, insieme al suo capo, il commissario Mauri. La sua caparbietà, il suo senso del dovere, la sua curiosità, il suo straordinario intuito lo porteranno a dipanare l’incredibile matassa dei tanti omicidi di giovani donne che si susseguono in alcuni luoghi clou di Firenze e a capire quale folle delirio di onnipotenza stia dietro a tutto: standing ovation!
Complimenti per lo stile narrativo da giallista doc con un ritmo velocissimo che fa stare in un’apnea emotiva fino all’epilogo, assolutamente inaspettato e al cardiopalmo: bravissimo!
E la città con i suoi dintorni viene descritta con innamorati dettagli che la rendono una superba coprotagonista: grazie!
Aspettiamo la prossima indagine dell’ispettore Improta…