madame le commissaire e la vendetta tardiva, di Pierre Martin, recensione di Antonella Sacco

(Titolo originale “Madame le commissaire und die späte Rache”, trad. Roberta Scarabelli; originale pubblicato nel 2015; edizione italiana da me letta Neri Pozza – Beat Edizioni 2021)
Un giallo (il secondo di una serie di dodici) ambientato a Fragolin, un paesino del sud della Francia, non troppo conosciuto ma vicino ai luoghi più famosi.
Isabelle Bonnet, dopo essere stata ferita durante lo svolgimento del suo lavoro di capo dell’antiterrorismo, ha lasciato Parigi per abitare a Fragolin, dove era nata. Qui si occupa di risolvere i casi “freddi”, gli omicidi del passato rimasti irrisolti. Per questo, anche se si imbatte in un cadavere sulla spiaggia, non è sua competenza indagare su quella morte; presto però sospetta che il delitto sia collegato a quello di dieci anni prima su cui sta lavorando.
Ad aiutarla solo il sous-brigadier Apollinaire Eustache, uno spilungone che indossa sempre calzini di due colori diversi, imbranato per certe cose ma molto in gamba per altre. Isabelle e lui riescono a scoprire cosa è successo, soprattutto andando a scavare nel passato.
L’ambientazione fra Provenza e Costa Azzurra sembra rendere la storia più lieve, benché parli di omicidi. Isabelle è una protagonista interessante e anche altri personaggi sono ben caratterizzati. La trama gialla è relativamente prevedibile, ma il libro è comunque gradevole.
Sinossi
Dopo aver definitivamente lasciato Parigi, il commissario Isabelle Bonnet ha deciso di rimanere a Fragolin, il paesino nel dipartimento del Var, nel Sud della Francia, dove ha trascorso l’infanzia e dove è tornata dopo l’attentato che le ha lasciato profonde ferite nel fisico e nell’animo. Per farlo ha rinunciato alla sua vita precedente: non è più a capo di una squadra speciale della Police nationale, ma è stata degradata a semplice commissario e ora dirige, come Madame le commissaire, un ufficio di polizia con compiti speciali, occupandosi di vecchi casi irrisolti della zona, i cui dossier da decenni prendono polvere sugli scaffali. In una notte in cui il Mistral soffia impetuoso, togliendole il sonno, Isabelle si ritrova a camminare lungo la spiaggia senza meta, fino a raggiungere la baia di Pampelonne. Qui, alle prime luci dell’alba, si imbatte nel corpo senza vita di un uomo. Che a Fragolin sia stato commesso un delitto è già di per sé un fatto insolito, ma a rendere ancora più sconcertante il ritrovamento sono le condizioni del cadavere, su cui l’assassino si è accanito con brutale violenza. Aiutata dal sous-brigadier Jacobert Apollinaire Eustache, un uomo pieno di fissazioni e bizzarrie ma dalla mente brillante, Isabelle inizia un’indagine che la porterà a scontrarsi con un caso irrisolto avvenuto dieci anni prima in un bosco nei pressi di Fragolin: il feroce omicidio di un uomo trovato supino con un forcone infilato nel petto e delle lettere tratteggiate a pennarello sulla fronte. Un caso che ha delle inquietanti similitudini con quanto accaduto alla baia di Pampelonne, e che può voler dire solo una cosa: l’assassino è ancora a piede libero.
Secondo volume dei romanzi gialli provenzali con protagonista il commissario Isabelle Bonnet e il suo bizzarro assistente Jacobert Apollinaire Eustache, Madame le commissarie e la vendetta tardiva presenta un’indagine dal ritmo serrato, tra profumo di lavanda, buon cibo francese e paesaggi mozzafiato.