Finis terrae, di Anna Maria Pacciarini, recensione di Paola Naldi

Nuove scoperte librarie

Come primo impatto mi ha colpito l’immagine della copertina, che sembra un annuncio per ciò che ci aspetta nella lettura: una testa di donna scura, con capelli al vento, dai lineamenti ben definiti, che guarda in direzione opposta rispetto a un’altra testa più chiara, più sfumata, che sembra voler staccarsi dalla prima, protesa verso un azzurro in cui vorrebbe immergersi. Una figura incombente e un’altra che cerca una via d’uscita. Due donne, in realtà la stessa persona, entrambe immerse nel medesimo azzurro di mare e cielo che le unisce.

La protagonista, Lucia Merelli, racconta la propria vicenda tra passato e presente, lasciandoci alla fine l’immagine di lei in attesa, sospesa in un futuro che ancora non sa definire: “Attenderò la sera, contemplando la luna che si rispecchia nel tremolio delle onde. Attenderò una barca, pronta a issare le vele, per accogliere una naufraga sperduta in attesa che il vento e il mare indichino la rotta”.

Il racconto inizia con un episodio di cui si capirà il senso solo verso la fine.

Lucia, avvocata ormai affermata, mentre sistema i fascicoli nello studio del suocero, ne scopre uno con il nome del marito…Il passato torna prepotente, c’è una verità da cercare…

Era una mattina di novembre, grigia e piovosa, quando suonai il campanello”…: inizia un cambiamento decisivo…

Troviamo Lucia ragazza piena di ideali, di entusiasmo, di sogni: condivide le tensioni delle femministe, cerca la propria identità e libertà. Le prime delusioni le ha in famiglia, quando scopre il passato fascista del padre. La madre, sarta, cerca un contatto fatto di piccole attenzioni, perché questa figlia ha inquietudini che non capisce.

Laureatasi con successo in legge, viene accolta in uno studio importante, in cui sperimenta le difficoltà delle fasi processuali, che affronta con intraprendenza.

Si sente divisa tra il nuovo ambiente, più formale, in cui lavora e quello anticonformista delle prime esperienze in libertà.

Anche se non si tratta di una grande passione, si lascia un po’ alla volta convincere a sposare Mario, figlio dell’avvocato nel cui studio lavora.

Il matrimonio e la maternità sembrano quasi scelte inevitabili. Solo quando avrà tra le braccia il suo bambino, che le somiglia tanto, riuscirà ad accettare il nuovo destino.

Tutto procede abbastanza tranquillamente, sino alla scoperta di quel maledetto fascicolo.

Il marito è stato protagonista di una storia vergognosa e tutto sembra improvvisamente falso e senza senso. Lucia cerca di approfondire quella passata vicenda, cercando la donna che ha subito il sopruso.

Inizia per la protagonista un periodo molto complesso, divisa tra il desiderio di far affiorare la verità e il timore delle conseguenze che questo potrebbe avere sui figli. Le sembra di essere vissuta da sempre nella menzogna e il rapporto con il marito è ormai distrutto.

L’autrice ci presenta quasi cinquant’anni della vita di Lucia, evidenziandone gli episodi salienti, mantenendo un intreccio coerente, il che rivela notevole capacità nello strutturare una storia.

Lo stile narrativo si adatta ai vari momenti della vita di Lucia: ora più fluido e “gioioso” per il periodo giovanile, più pensoso e intenso nella fase finale.

Nonostante la profondità dei temi affrontati, la scrittura si mantiene sobria, essenziale.

Il “cuore” della storia si sviluppa in pochi giorni, tra azioni e ricordi: notevole quindi saper “organizzare” il tutto in modo avvincente.

Lucia rimane personaggio raffigurato in modo coerente: attorno a lei vi sono personaggi secondari, che, pur autonomi e definiti, aiutano a comprendere maggiormente la personalità della protagonista.

Questo romanzo mi è veramente piaciuto e mi ha “avvinto”, il che ultimamente succede per me raramente con le letture.

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Anna Maria Pacciarini

Laureata in Filosofia e Giurisprudenza, vive a Città di Castello dove svolge la professione di avvocata. Interessata alla scrittura, ha seguito corsi presso la Libera Università dell’Autobiografia, Minimum Fax e Parole a Km 0. È autrice di racconti, alcuni premiati in concorsi e altri pubblicati su riviste.
Finis Terrae è il suo primo romanzo.