Noi della Facoltà del sentire, di Catia Ferrara

Scultura polimaterica di Michelle Mckinney
Alla scuola dell’indifferenza, travestita da efficienza,
noi rispondiamo, mi dispiace ma “io sento”.
A chi ha costruito muri di niente, per allontanarci gli uni dagli altri,
noi rispondiamo mi dispiace ma “io sento”.
A chi crea narrazioni distorte, ribaltando le capacità del pensare,
noi rispondiamo mi dispiace ma “io sento”.
A chi vuole l’inganno e favorisce la metamorfosi delle parole,
noi rispondiamo mi dispiace ma “io sento”.
A chi fa abuso della parola Pace, a chi la travisa e traveste,
noi rispondiamo mi dispiace ma “io sento”.
A chi parla il linguaggio della guerra e trova normale mandare ancora qualcuno a morire,
noi rispondiamo mi dispiace ma “io sento”.
A chi sull’agenda spunta già il suo impegno al progetto delle prossime guerre,
noi rispondiamo mi dispiace ma “io sento” .
A chi ha spento il cuore per calcolo o convenienza,
noi rispondiamo mi dispiace ma “io sento” .
A chi vorrebbe spegnerci il cuore, usando anestetici variopinti,
noi rispondiamo mi dispiace ma “io sento”.
A chi ci vorrebbe trasformare in macchine senza umanità,
noi rispondiamo “abbiamo superato tanti esami alla Facoltà del sentire, ma ci dispiace, vogliamo continuare a imparare”.