Francesco Nuti, la storia di un grande talento, al teatro Magma di Firenze, recensione di Daniela Domenici

Pomeriggio di grandi, struggenti emozioni quello appena vissuto al teatro Magma di Firenze grazie al testo scritto e diretto da Valerio Groppa e interpretato, con la sua nota classe attoriale, da Nicola Pecci che alterna i momenti di recitazione con quelli in cui canta brani scritti da Francesco e Giovanni Nuti; ci ha regalato una magica, ininterrotta apnea emotiva, sembrava che Nuti fosse di nuovo in mezzo a noi: standing ovation!

Il regista sceglie di proiettare sullo schermo alle spalle di Pecci molti spezzoni di film di Nuti che ci permettono di conoscere e apprezzare meglio non solo la sua produzione ma anche la sua vita privata e che sono un perfetto trait d’union con quello che Pecci recita in quel momento sul palcoscenico: complimenti!

Al momento degli applausi il regista ha raccontato in breve la storia di questo suo spettacolo che è nato più di dieci anni fa quando Francesco era ancora vivo; e Pecci ha descritto l’ineffabile emozione che ha provato quando lo ha recitato con Nuti nel pubblico.

Personalmente non sapevo che Nuti è stato non solo uno straordinario attore ma anche un regista, un produttore, un cantante (anche a Sanremo, lo ignoravo) e perfino un pittore; un ingegno davvero multiforme purtroppo poco apprezzato, motivo che forse ha contribuito al suo doloroso declino: grazie di vero cuore a Groppa e Pecci per averci raccontato la storia di questo grande talento.