mentre il mondo continua a girare, di Marco Freccero, recensione di Antonella Sacco

Mentre il mondo continua a girare – Marco Freccero * Impressioni di lettura

In questa storia, che racconta le vicende dei membri di una famiglia, anzi quasi di due, quelli che sembrano vincenti risulteranno alla fine gli sconfitti, mentre gli altri, quelli che in apparenza “non sanno vivere” o non sanno farlo abbastanza bene, troveranno più di quello che stavano cercando.

Due famiglie, quelle di due fratelli: uno avvocato di successo, l’altro proprietario di un’agenzia immobiliare. E altri due fratelli, i figli dell’avvocato, entrambi scontenti ed entrambi decisi a ribellarsi e a suscitare una reazione nel padre, sia pure di biasimo. Ma mentre Roberto, il più giovane, che cerca e trova un lavoro “umile”, riesce a sfruttare questa esperienza per crescere, Edoardo, il maggiore, si adagia in una comoda relazione con una donna sposata, relazione di cui in realtà poco gli importa. Il fratello dell’avvocato ha una sola figlia, adolescente, anche lei in piena ribellione, tanto che non è stata ammessa all’esame di terza media.

Ognuno, adulto o giovane, reagisce a ciò che ha intorno e ai rapporti con la propria famiglia in un modo diverso, alla ricerca di una propria realizzazione, forse di uno scopo.

Ho letto questo romanzo con molto interesse; per circa metà un poco per volta, per gustarlo con calma, poi tutto d’un fiato perché avvertivo che stava per succedere qualcosa; c’è infatti un crescendo sottile nella narrazione, che si avverte senza però che sia evidente.

A mio parere Freccero racconta con maestria le vicende dei suoi personaggi e li dipinge in modo realistico: sono persone che potresti avere come vicini di casa. Persone che stanno cercando come dare uno scopo alla loro vita e poi come affrontare un evento drammatico; l’autore suggerisce una via per non lasciarsi schiacciare dal dolore e dalla solitudine: quella che seguiranno alcuni personaggi. In questo il romanzo si ricollega, in parte, alle tematiche della trilogia di “Stella nera”. E di “Stella nera” si trovano citati alcuni personaggi, cenni ad alcuni avvenimenti e, in senso lato, una sorta di eredità.

Un buon romanzo davvero, con cui Freccero vuole comunicare qualcosa e direi proprio che ci riesce, creando nel contempo una trama avvincente nonostante sia costituita in buona parte da scene di vita quotidiana.

Aggiungo che la copertina mi piace molto, la trovo intonata alla storia, sia per il soggetto, sia per i colori quasi pastello, che rispecchiano lo stile “calmo” della scrittura.