accadde…oggi: nel 1916 nasce Senedu Gebru

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Senedu Gebru (Addis Alem13 gennaio 1916 – Addis Abeba20 aprile 2009) è stata una politicascrittrice e drammaturga etiope. Fu la prima donna eletta al Parlamento etiope, nel 1957. Considerata una pioniera della scrittura teatrale e dell’attivismo femminile in Etiopia, fu anche insegnante e figura di spicco nella vita culturale e politica del Paese.

Biografia

Primi anni di vita

Senedu Gebru è nata il 13 gennaio 1916 ad Addis Alem, Menagesha, 30 km a ovest di Addis Abeba. Suo padre, Gebru Desta, era uno scrittore di formazione europea ed ex sindaco di Addis Abeba e per breve tempo presidente del Senato. Sua madre, Kasaye Yelamtu, era una cristiana ortodossa etiope e l’ha educata nella fede.[1][2] [3]

Studiò alla Swedish Mission School di Addis Abeba prima di essere mandata in Svizzera all’età di 12 anni, insieme a sua sorella, Emahoy Tsegué-Maryam Guèbrou . Poiché non le piaceva la scuola, fu mandata in una scuola in Francia, dove imparò il francese e l’inglese. Scoprì anche l’amore per la letteratura e conseguì una laurea in questa materia presso l’Università di Losanna in Svizzera. [1] [2] [4]

Ritorno in Etiopia

Nel 1933, tornò in Etiopia e assunse l’incarico di insegnante di teatro alla scuola Qidus Georgis (San Giorgio) di Addis Abeba e svolse anche attività di interprete per giornalisti stranieri. Insegnò scrittura e letteratura e collaborò anche con il drammaturgo Yoftahe Negussie alla messa in scena di spettacoli scolastici, dopo aver preso parte ad alcuni di essi durante il soggiorno all’estero.[5]

Dopo un anno di insegnamento lasciò Addis Abeba quando suo marito, Lorenzo Taezaz, fu nominato governatore di Harar. Ritornarono nella capitale diciotto mesi più tardi, quando il suo ruolo all’interno del governo di Haile Selassie cambiò in previsione dell’invasione italiana.[2]

La lotta antifascista

Senedu divenne politicamente attiva negli anni che precedettero l’invasione italiana, valendosi dei suoi contatti con giornalisti stranieri che all’epoca scrivevano sull’Etiopia.[3] Dopo l’invasione, lei e i suoi fratelli si impegnarono subito nella resistenza attiva alle forze occupanti. Poiché il marito accompagnò l’imperatore in esilio, il loro matrimonio si concluse. Si trasferì a Goré, nella provincia di Illubabor, dove si unì a cento cadetti di un’accademia militare e seguì un addestramento militare.[1][2][6]

Il suo gruppo si recò a Neqemte, dove cercò di avviare la resistenza contro gli italiani e rischiò di essere catturata. Gebru tornò a Goré, dove si unì ai Leoni Neri e, dopo un addestramento medico, fondò un’unità della Croce Rossa. Gebru svolse attività di informatrice per i Leoni Neri, segnalando i movimenti delle truppe italiane. Alla fine, dopo aver contratto una polmonite, fu catturata dagli italiani e interrogata. Nel frattempo, suo fratello fu ucciso il 19 febbraio 1937, durante le rappresaglie seguite all’attentato a Graziani. In seguito scrisse un’opera teatrale su questo evento. Il suo comportamento ribelle portò al suo imprigionamento sull’isola italiana dell’Asinara insieme a suo padre e sua sorella.[1][2][7]

Fu rimpatriata in Etiopia nel 1939 e contrasse un breve matrimonio con Dejjazmach Amede Ali Mikael, nipote di Lij Iyasu e del Negus Mikael Ali. Nel 1941, dopo la liberazione del paese, insegnò presso la scuola Weyzero Sihin di Dessiè.[1][2]

Carriera letteraria

Nel 1943, Senedu fu nominata vicedirettrice della prima scuola femminile etiope. Due anni dopo, divenne la prima donna preside nella storia dell’Etiopia. Al suo arrivo trovò che il preside in carica, uno straniero, aveva messo in scena una rappresentazione della Natività per l’imperatore nel 1942, con tutte le parti interpretate da ragazze. Dopo la sua nomina a preside, mise in scena una nuova rappresentazione della Natività per la famiglia reale e continuò a scrivere e produrre altre venti opere teatrali tra il 1947 e il 1955. Questi sforzi furono un modo per aiutare le studentesse a migliorare le loro capacità oratorie.[1][2][5][7][8]

Aboneh spiega che molte di queste opere teatrali trattavano della lotta antifascista, raffigurando l’eroismo e il martirio del popolo etiope. Si rivolse anche a personaggi storici, come l’imperatore Tewodrosl’imperatore Menilik e l’imperatore Haile Selassie, nonché a questioni sociali, tra cui l’amore e il matrimonio. La lealtà all’imperatore in carica emerge in tutte le opere. La maggior parte delle opere furono scritte e rappresentate in amarico, mentre una parte minore fu scritta in inglese.[5] In quegli anni contribuì al libro di cucina The Empress Menan School Cook Book . Nella prefazione ringrazia l’insegnante di cucina etiope della scuola, Yengusenesh Flatie, e tre straniere che presumibilmente contribuirono alle ricette europee: la signorina Jean Robertson, la signorina Kerstin Olausson e la signora Siri Fog.

Nel 1950 pubblicò il suo unico libro, Ye Libbie Metsihaf (il libro del mio cuore), che conteneva due delle sue opere teatrali e alcune poesie. Continuò a scrivere opere teatrali, ma dopo aver lasciato la scuola per dedicarsi alla carriera politica il suo interesse diminuì rapidamente poiché nessun altro insegnante proseguì nella sua attività.[2]

Carriera politica

Nel 1957 Senedu Gebru ottenne un seggio in Parlamento, diventando la prima donna nella storia dell’Etiopia a ricoprire tale incarico. Il 22 novembre fu nominata Vicepresidente della Camera dei deputati. Nel 1960 divenne vicepresidente del Senato e nel 1966 Segretaria generale del Ministero degli Affari sociali.[5][7][9]

In quegli anni sostenne la completa parità tra uomini e donne, contestando alcuni articoli del Codice civile del 1960 che attribuivano al marito il diritto di scegliere la residenza coniugale. Tuttavia, trovò scarso sostegno e Fitawrari Zewde Otero, all’epoca parlamentare, ricordò che ella affermò: « Potrei essere l’unica rappresentante donna oggi e potete ignorare i miei commenti, ma arriverà il momento in cui più donne saranno in parlamento e questa legge entrerà in vigore ».[1][10][11]

Sposò il suo terzo marito, il maggiore Aseffa Lemma, che fu console etiope ad Aden. Pur recandosi in visita, non si trasferì stabilmente ad Aden. Quando lui fu nominato ambasciatore nella Repubblica Federale di Germania (Germania Ovest) nel 1969, venne nominata addetta all’istruzione, incarico che mantenne per circa due anni.[2]

Vita civica

Senedu Gebru fu attiva per tutta la vita in numerose organizzazioni, tra le quali l’Associazione per il benessere delle donne d’Etiopia, la Croce Rossa etiope e l’Associazione delle mogli delle forze armate.[7][12]

Vita successiva e morte

Senedu tornò in Etiopia poco prima della rivoluzione del 1974, mentre il marito si rifugiava in Germania. La rivoluzione pose fine alla sua carriera politica. Visse ad Addis Abeba e continuò a scrivere, collaborando regolarmente alla rubrica femminile del quotidiano in amarico Addis Zemen . Donò inoltre nove sceneggiature teatrali all’Istituto di Studi Etiopi dell’Università di Addis Abeba. Nel 2005 l’Università le conferì una laurea honoris causa in riconoscimento “del suo contributo come una delle prime sostenitrici dell’emancipazione delle donne etiopi”. Suo figlio, Samuel Assefa, ricopriva la carica di ambasciatore negli Stati Uniti al momento della sua morte, il 20 aprile 2009.[1][2][7][10]