Ritratto di nobildonna, di Bruno Volpi, Damster edizioni 2025, recensione di Daniela Domenici

Sono appena riemersa dallo splendido romanzo giallo di Bruno Volpi che ho letto in un soffio e che mi ha appassionato e avvinto per più di un motivo.

I primi complimenti vanno alla magica e perfetta caratterizzazione delle due principali protagoniste, la capitana dei carabinieri Sofia Crisalide e la giornalista detective Marina Pemaccioni, delle quali è impossibile non innamorarsi sin da subito; e bravissimo nel connotare anche i due formidabili collaboratori di Crisalide nonché il PM Locatelli e tutti coloro che ruotano attorno ai due omicidi che riguardano il mondo dell’arte e, nello specifico, il ritratto di una nobildonna, Francesca Jacona Florio. Una serie ininterrotta di colpi di scena cambia continuamente lo scenario e i/le possibili colpevoli fino all’epilogo assolutamente inimmaginabile: standing ovation!

Complimenti meritatissimi per lo stile narrativo, ricco e velocissimo, denso di dialoghi e con molte descrizioni paesaggistiche delle zone in cui si svolge la vicenda, che viene colorato e arricchito dalla deliziosa e leggera ironia dell’autore: bravissimo!