senza fine, editoriale di Giusi Sammartino
Carissime lettrici e carissimi lettori,
Scrivo oggi. Con tante voci intorno che mi sussurrano ricordi di umanità. Voci di vite che ci sono state per me. In tanti modi. Mi hanno formata, mi hanno dato il respiro.
Sicuramente nel cuore ho mia madre, prima di tutte tra le donne incontrate. A me sta ora la “cura” che era sempre stata sua, nonostante l’età, nonostante i suoi 105 anni del suo sguardo sul mondo, questo mondo che l’ha tenuta viva. Anche dopo quel 19 gennaio di un anno fa, quando è andata via.
Altre donne si aggiungono al cuore per dare stile alla vita. Proprio il 21 novembre, due mesi fa appena, un’altra donna, viva e libera sempre di più nei suoi anni, ci ha lasciate e lasciati, posso dire, e sarete d’accordo me, un po’ più soli e sole. Non ci sono legami di parentela, ma dalla vivacità del sangue della cultura che da interprete eccelsa, non solo d’amore, ci ha donato. Ornella Vanoni mi ha sempre affascinata. L’ho trovata che lei già cantava e attraverso la sua voce ho toccato le corde della “mala” milanese, ho immaginato una vita “altra”, quella che provava e prova le sbarre del carcere milanese di San Vittore, ma anche di tutti i luoghi simili dove, purtroppo, si continua a morire e a soffrire i suicidi di…”mala-vita”, vita mal vissuta, stavolta istituzionalmente parlando.
Travolgente e s-travolgente, ironica, libera, all’avanguardia, artisticamente e umanamente, questo era Ornella Vanoni. Non solo un’interprete, seppure dalla voce possente. E’ diventata incredibilmente umana e autentica sempre di più, come lei stessa aveva fatto notare, da quando aveva lasciato di essere Vanoni e era diventata essenzialmente “Ornella”, quella simpatica e scanzonata signora, ormai novantenne, che abbiamo conosciuto nelle domeniche quando è stata ospite di Fabio Fazio, che si poteva permettere di dire tutto, di scandalizzarci, nel senso più bello del termine, riuscendo a parlare con ironia anche della sua, inevitabile, morte!
Anche Piera Degli Esposti, se parliamo ancora di donne, di grandi donne, mi è cara. Anche lei mi ha dato lo sguardo dell’arte. Il suo compleanno è ancora lontano (12 marzo) e mi piacerà ritornarci. A Piera piaceva festeggiare, ma per lei, e la trovo una meravigliosa interpretazione, il giorno del compleanno era ricordo e festa dell’essere venute e venuti al mondo, non momento della conta, del tempo che passa, degli anni che si accumulano gli uni sugli altri e su di noi, appesantendo e non arricchendo la vita.
Ricollegandoci a Vanoni e alle canzoni cosiddette della mala milanese (Ma mi, Hanno ucciso Mario, ecc) che sono state scritte per lei da Giorgio Strehler, Dario Fo e Fiorenzo Carpi, ci tengo a sottolineare il disagio esttemo delle carceri, soprattutto italiane. Qualche dato. Sky News24 scrive guardando all’anno appena passato: “Duecentotrent’otto persone sono decedute in carcere nel 2025, di cui 79 si sono suicidate, come riporta il dossier ‘Morire di carcere’ di Ristretti Orizzonti. “Il carcere italiano è ormai ridotto a un contenitore di corpi – denuncia Patrizio Gonnella, presidente di Antigone – e ha abdicato alla funzione di reinserimento sociale prevista dalla Costituzione”. “È sempre doloroso tirare le somme di un altro anno di carcere in Italia ma – prosegue Gonnella – il bilancio di fine 2025 è forse il più cupo degli ultimi anni. Perché restituisce l’immagine di un sistema penitenziario che è sempre più in crisi, con tensioni in costante crescita e un silenzio assordante da parte delle istituzioni che rifiutano qualsiasi ipotesi di riforma e qualsiasi intervento che permetterebbe di alleggerire il peso delle carceri, a beneficio delle persone detenute, che vivono ammassate l’una sull’altra e degli operatori che, già sotto organico, denunciano un pesante e crescente stress lavorativo”. Il 2025 – ricorda Antigone, sempre attraverso Sky News24 – è stato l’anno del lancio del piano carceri da parte del governo Meloni. “Secondo quanto riportato dallo stesso governo i nuovi posti sarebbero dovuti essere 864. Ciò a cui si è assistito è stata invece una perdita di 700 posti effettivi, con un dato registrato ai primi giorni di dicembre che non conteggia i circa 250 posti persi nel solo incendio di San Vittore. Il risultato è un sovraffollamento strutturale che ha ormai raggiunto livelli intollerabili: mancano all’appello quasi 18.000 posti rispetto alle presenze effettive, con un tasso nazionale di affollamento pari al 138,5%. In alcune carceri si toccano livelli che ricordano le condizioni che portarono l’Italia alla condanna della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo: a Lucca il tasso di affollamento è del 247%, a Vigevano del 243%, a Milano San Vittore del 231%, a Brescia Canton Monbello del 216%, a Foggia del 215%, a Lodi del 211%, a Udine del 209%, a Trieste del 201%”.
I suicidi o le morti poco chiare di detenuti/e, rappresentano in questa situazione così allarmante e degenerata, una quota significativa. Hanno superato i 70 casi nel 2023 per arrivare ai preoccupanti dati odierni sopra riportati.
Purtroppo, devo ripetere la nenia dell’anno iniziato in modo non proprio brillante. Un uomo, che abbiamo detto non essere un uomo qualunque, ma il Capo di uno degli Stati più potenti della terra, si esprime come un boss della “mala organizzata” dicendo che, si esprimano favorevoli o contrari i governi europei, lui si “prenderà” la grande isola ghiacciata della Groenlandia. Se nessuno cede Trump propone di comprarla (!), letteralmente pagando cittadini e cittadine, a suon di dollari. Sì, la conquisterà proprio nel senso di acquisizione coloniale.
Come è successo in Venezuela. Ha bombardato con un notturno arrivo, indiscusso (letteralmente), ha , o meglio, “sequestrato” il Presidente (e qui non entra il contesto dittatoriale) e la moglie. Intanto, nonostante tutto questo, , le frasi e i gesti volgari, i “capricci” non soddisfatti e puniti a suon di dazi (ma stanno dubitando della sua salute mentale) Donald Trump continua a pretendere e niente di meno che il Nobel per la Pace! Con furbizia e avidità di potere lo voleva “accontentare” la signora Machado, venezuelana anche lei, reale assegnataria (un po’ vergognoso è secondo me anche questo) Nobel di questo 2025 appena trascorso. Trump, pur gongolandosi, però ha rifiutato, ma non credo per umiltà.
A inizio mese il sindaco vincente di New York, Zohran Mamdani, giura per l’apertura del suo mandato. C’è chi grida subito allo scandalo perché lo fa sul Corano e non sulla Bibbia, come invece avrebbe fatto un sindaco o una sindaca di fede cristiana o ebraica. Non sarebbe più semplice pensare: a ognuno il suo “Libro”? E lo Stato, laico, sopra tutto?! Perché non giurare sulla Costituzione? Io me lo chiedo.
Altre morti hanno segnato la cronaca. Come quella di un ragazzo accoltellato da un compagno di scuola a La Spezia, per una foto che lo ritrae insieme alla ragazza dell’assassino. Ambedue giovani, ambedue nel luogo dell’educazione alla “cultura” in una Scuola che non vuole far entrare come materia curricolare l’educazione sesso-sentimentale. Durante un Governo che si intestardisce a proteggere un Decreto sicurezza di fatto risultato solo punitivo e produttivo di altre pene carcerarie dove, come abbiamo visto, la situazione è oltre il collasso. Con un’Opposizione politica, troppo spesso inesistente, che vuole inspiegabilmente ignorare proprio il tema “sicurezza”. Invece si deve agire, per la prevenzione e, visto proprio che stiamo parlando di Scuola, per l’Educazione e una didattica mirata.
A un passo da Roma, ad Anguillara Sabazia un compagno di vita, come da copione, uccide la donna che vuole lasciarlo. Non è, come da copione, un atto di rabbia. È tutto preparato, forse persino la fossa! Intanto ci avviamo verso un referendum (il 22 e 23 marzo) che appare sempre di più un atto di propaganda politica che una scelta sulla “separazione delle carriere” di fatto già esistente.
Abbiamo perso Armani, ora Valentino Garavani. Vorrei ascoltare con voi Ornella Vanoni che sempre era coautrice delle canzoni che magistralmente interpretava.
La scelta è andata su “Rossetto e cioccolato”, l’ho scoperta ultimamente, mi ha divertita e ho trovato uno stupendo ulteriore omaggio di donna libera a tutto tondo.
Grazie a tutte e a tutti
https://www.youtube.com/watch?v=riahN3tiZ_Y (Malika nell’omaggio a Vanoni, 18 gennaio 2026, La7)
Ci vuol passione
Molta pazienza
Sciroppo di lampone
E un filo di incoscienza
Ci vuol farina
Del proprio sacco
Sensualità latina
E un minimo distacco
Si fa così
Rossetto e cioccolato
Che non mangiarli sarebbe un peccato
Si fa così
Si cuoce a fuoco lento
Mescolando con sentimento
Le calze nere
Il latte bianco
E già si può vedere
Che piano sta montando
È quasi fatta-ah
Zucchero a velo
La gola è soddisfatta
E nella stanza il cielo
Si fa così
Per cominciare il gioco
E ci si mastica poco a poco
Si fa così
È tutto apparecchiato
Per il cuore e per il palato
Sarà bello, bellissimo, travolgente
Lasciarsi vivere totalmente
Dolce, dolcissimo e sconveniente
Coi bei peccati succede sempre
Ci vuol fortuna
Perché funzioni
I brividi alla schiena
E gli ingredienti buoni
È quasi fatta-ah
Zucchero a velo
La gola è soddisfatta
E nella stanza il cielo
Si fa così
Per cominciare il gioco
E ci si mastica poco a poco
Si fa così
È tutto apparecchiato
Per il cuore e per il palato
Sarà bello, bellissimo, travolgente
Lasciarsi vivere totalmente
Dolce, dolcissimo e sconveniente
Coi bei peccati succede sempre
Coi bei peccati succede sempre
1995 Compositori: Roberto Pacco / Oscar Avogadro / Ornella Vanoni