Per questo mi chiamo Giovanni, di Luigi Garlando, Best BUR Rizzoli 2025, recensione di Daniela Domenici

Ancora una volta devo ringraziare mia nipote che mi propone libri in lettura sponsorizzandoli dopo che lei li ha divorati e apprezzati; questo libro di Luigi Garlando, scrittore e giornalista, dovevo leggerlo subito, prima di tutti gli altri che avevo in attesa, e ho fatto bene ad accontentarla perché è superlativamente splendido.
Non sapevo che “Per questo mi chiamo Giovanni” è il libro più letto e adottato nelle scuole italiane da quando è stato pubblicato la prima volta più di venti anni fa; mi ha emozionato, avvinto e commosso sia per la storia immaginata, un padre che racconta al figlio la storia di Giovanni Falcone, che per il modo in cui l’autore lo ha strutturato, con rivelazioni graduali fino all’epilogo assolutamente imprevisto. Impossibile non innamorarsi di questo padre: standing ovation!
Molto appassionante l’intervista a Maria Falcone, sorella del magistrato, posta a conclusione del libro, dalla quale vorrei estrapolare l’ultima risposta “Ai ragazzi non ho parlato di Giovanni solo come magistrato antimafia ma come uomo delle istituzioni che credeva fermamente nella democrazia e che ha lottato e si è sacrificato per la democrazia. Ho sempre cercato di far capire quale pericolo sia la mafia per la democrazia. Per questo dobbiamo essere sempre presenti e, come diceva Giovanni, fare ognuno la propria parte, piccola o grande che sia”: grazie di vero cuore a Luigi Garlando per averlo scritto!