testimone inconsapevole, di Gianrico Carofiglio, recensione di Antonella Sacco

Testimone inconsapevole – Gianrico Carofiglio * Impressioni di lettura
(edizione cartacea da me letta Sellerio, 2005)
Avevo letto questo romanzo una ventina di anni fa e mi era piaciuto, ma non lo ricordavo, così l’ho letto di nuovo in questi giorni. È narrato in prima persona dal protagonista, l’avvocato Guido Guerrieri, che vive e lavora a Bari. Ed è il primo di una serie con questo personaggio come protagonista.
Si sente subito, almeno secondo me, che l’autore è qualcuno del mestiere, che se ne intende di codici e processi, di giudici, avvocati e tribunali. (Per chi non lo sapesse Gianrico Carofiglio era un magistrato quando è uscito questo libro.)
Nel romanzo si sviluppano due trame, la vicenda personale e sentimentale di Guido e quella legata alla sua attività di avvocato, cioè la difesa di un giovane venditore ambulante di colore, accusato di aver rapito e ucciso un bambino. Il protagonista accetta quella che sembra un’impresa disperata e il suo impegno nel cercare un modo per scagionare il suo cliente cresce con il passare dei giorni e, al momento del processo, riesce a dare il meglio di sé.
La prosa è fluida e il libro è davvero piacevole da leggere, per quanto possibile trattando di un delitto così atroce (sul quale però l’autore non insiste molto) e anche della discriminazione verso le persone extracomunitarie, in particolare se di colore. Inoltre il racconto in prima persona consente di “vedere” il protagonista in tutte (o almeno parecchie) le sue sfaccettature: pregi e difetti, autoironia (non molta ma a tratti), incertezze, paure, capacità di svolgere il suo mestiere, vergogna per aver difeso certi delinquenti. Guido Guerrieri è un personaggio molto umano, realistico.
Insomma, sono contenta di aver riletto il romanzo. Per qualche anno, spero, me lo ricorderò…