ti ho cercata in ogni stanza, di Saveria Chemotti, recensione di Paola Naldi

Libri in cui ritrovarsi

Ci sono libri in cui ci si può ritrovare, o per motivi generazionali o per le tematiche proposte.

Dopo aver letto “ La passione di una figlia ingrata”, ho voluto ritrovare l’intensa scrittura di Saveria Chemotti e non sono stata delusa.

Le protagoniste sono Lydia e Berta, giovani studentesse universitarie, una ribelle, vivace, avida di affetto, l’altra posata, schiva. Due caratteri contrapposti da cui nasce una profonda amicizia. Attraversano insieme il periodo della contestazione femminile, della rivoluzione sessuale. Lydia si butta completamente in queste esperienze, mentre Berta è più controllata, deve conciliare lavoro e studio, perché viene da una famiglia modesta.

Il racconto inizia con una citazione di Virginia Woolf: “Le stanze sono così diverse; sono tranquille o tempestose, aperte sul mare, oppure sul cortile di un carcere; vi è a volte il bucato appeso, e a volte splendono di opali e sete; sono dure come il crine o soffici come la piuma… basta entrare in qualunque stanza di qualunque strada per sentirsi sbattere in faccia quella forza estremamente complessa della femminilità. E come potrebbe essere altrimenti?”

L’amicizia viene turbata dall’ingerenza di Giulio, su cui Lydia ripone amore e speranze, di cui condivide quelli che ritiene ideali forti. Sullo sfondo due famiglie: quella di Lydia, ricca e gelida, quella di Berta, affettiva, ma rigorosa ed esigente. Invano Berta cerca di salvare Lydia dal vortice in cui la trascina Giulio, che la devasterà nel corpo e nell’anima, sino all’epilogo finale.

La storia è raccontata in prima persona da Berta e ha spunti autobiografici, ma l’autrice mantiene autenticità, vigila nel tenere a bada le emozioni eccessive, fa in modo di coinvolgere il lettore con misura e passione.

Non è solo la vicenda personale di due amiche, ma anche quella di una generazione di ragazze che hanno cercato la propria strada, negli anni ’60, in un mondo in cui ancora il loro destino doveva svolgersi tra le mura domestiche.

Di Berta si conoscono i pensieri, le parole, le considerazioni, mentre di Lydia emergono i gesti, di chi sembra non avere remore nella vita. Invece Lydia si lega a Berta come a una sorella, in lei trova affetto e comprensione, una figura “solida” cui aggrapparsi sino alla fine. Sono accumunate dalla difficoltà di comunicazione con le rispettive madri, lontane per storia personale e mentalità.

Il finale è una rinascita per Berta, un ritrovare Lydia in una nuova dimensione.

“Se al principio non mi trovi, insisti

Se non sono in un posto, cerca in un altro;

io mi fermo da qualche parte ad aspettarti.” (Walt Whitman)

Sono questi i versi che introducono l’ultimo capitolo.

Saveria Chemotti è nata in provincia di Trento, ma vive e lavora a Padova, dove insegna Letteratura Italiana di Genere e delle Donne. Dal 2003 al 2015 ha coordinato il Forum per le politiche e gli studi di genere dell’Ateneo, come delegata del Rettore. Dirige la collana di studi Soggetti rivelati. Ritratti, storie, scritture di donne, per la casa editrice Il Poligrafo, e la collana di narrativa Vicoli. Vie strette secondarie. Paesaggi letterari inesplorati, per la casa editrice Cleup. Ha pubblicato numerosi saggi sulla narrativa e la poesia del Novecento italiano e ha dedicato molte ricerche alla storia e alla cultura delle donne. Il suo primo romanzo è La passione di una figlia ingrata (L’Iguana editrice, Verona 2014), è finalista della XXXIV edizione del premio Giovanni Comisso.