Io sono un paese – Nove donne, di Stefano Serri, Collettiva 2026, recensione di Daniela Domenici

Ho “incontrato” per la prima volta Stefano Serri come straordinario traduttore dal francese di varie opere per alcune case editrici; poi anche come autore di “Bradipismi”, di “Un gatto steso al sole” e di “Maldicura”

https://danielaedintorni.com/category/stefano-serri/

è tornato a “trovarmi” con questa sua opera più recente che è una raccolta di racconti le cui protagoniste sono nove donne; estrapolo dalla nota iniziale di Teresa Musca che mi trova pienamente consonante “Un paese è la terra, le strade, le case, le voci, le anime che lo abitano. È un posto da cui si va via oppure a cui si torna o magari dove si resta per forza o per scelta. Un paese non è solo geografia, le montagne dell’Appennino sullo sfondo, la Riviera, il mare poco lontano, ma soprattutto storia, anzi storie: quelle che sembrano irrilevanti e invece gridano o sussurrano per essere ascoltate. Leggendo questi racconti noi ci fermiamo ad ascoltare, a guardare con attenzione chi altre volte sfioreremmo distrattamente con lo sguardo passando oltre”: complimenti!

E ancora una volta Serri mi fa emozionare con i suoi racconti perché, come ho scritto anche nella mia recensione al suo “Bradipismi”, questa raccolta è pura, ininterrotta poesia da cui non vorresti riemergere e che lascia nell’anima e nel cuore piccole, grandi perle di saggezza. Non si riesce a scegliere quale sia il racconto preferito perché in ognuno c’è una donna la cui connotazione ti commuove per la straordinaria, splendida visionarietà che la connota: bravo Stefano!