Ave Mary, di Michela Murgia, recensione di Antonella Sacco

(edizione cartacea da me letta Einaudi Super ET, 2021)
Il sottotitolo di questo interessante saggio è “E la chiesa inventò la donna”, una frase che lascia intendere chiaramente di cosa tratta il libro.
La chiesa ha infatti interpretato nel modo più conveniente per gli uomini le sacre scritture, in tutti i modi possibili.
A partire dalla creazione della donna da una costola di Adamo e pertanto “derivata” dall’uomo, di conseguenza a lui inferiore: meno capace, meno intelligente, dipendente. E, per di più, tentatrice…
Compito della donna deve essere solo quello di essere madre, consolatrice, addolorata: per avvalorare questa tesi viene presa come modello la Madonna, ma della sua figura vengono evidenziati solo gli aspetti che fanno comodo per avvalorare abitudini e convinzioni. Invece l’angelo dell’annunciazione e la ragazza-Madonna si comportano entrambi in modo rivoluzionario: lui ignora gli uomini della famiglia di Maria (mentre ciò che riguardava una donna veniva discusso con un uomo (padre o marito o fidanzato)), e parla direttamente solo con lei e lei per rispondere il suo “sì” non chiede il permesso a nessuno né si consulta con il padre o il fidanzato (Giuseppe).
Tutto questo nel racconto dell’annunciazione non viene mai evidenziato, l’attenzione è rivolta sempre e solo all’obbedienza e alla disponibilità di Maria.
Alla donna viene riconosciuto solo il diritto di essere madre e sposa oppure vergine. Anche fra i santi e le sante vi è una discriminazione: mentre fra gli uomini santificati si trovano anche industriali, condottieri, politici, fra le donne ci sono solo quelle votate a un sacrificio di sé (quelle che hanno preferito morire piuttosto che essere violate, quelle che hanno dedicato la loro vita a Dio, ecc).
Michela Murgia, basandosi su testi religiosi e altri che trattano il tema della donna nella storia della chiesa e della Madonna, fornisce un quadro chiaro di quanto abbiano influito – negativamente – sul destino sociale delle donne sia le sacre scritture, sia l’interpretazione che di esse è stata data nel corso die secoli e anche al momento presente.
La scrittura è fluida e la lettura di questo saggio è un’ulteriore conferma di come si sia cercato sempre di sminuire le donne e le loro potenzialità e capacità relegandole in ruoli subordinati, anche e soprattutto con il supporto della chiesa e della religione.