Bianca come l’Africa, di Clara Piacentini, recensione di Paola Naldi

Il titolo contiene in sé una specie di ossimoro, una contraddizione rispetto alla terminologia che si usa verso questo splendido e tormentato continente. Si tratta di una narrazione autobiografica, che si sviluppa attraverso un insieme di racconti. La protagonista e voce narrante non viene descritta se non con accenni. È una “lei”, una giovane donna, che, sfidando problemi fisici, accetta un incarico professionale in Africa: “Ormai aveva deciso, caparbiamente deciso. Sarebbe partita. A nulla erano valse le proteste dei familiari, il tentativo del marito di dissuaderla. Lei voleva partire e questa idea senza ripensamenti l’aveva aiutata ad alzarsi da una sedia a rotelle, a tirarsi fuori da un ospedale dove stava da troppo tempo…” (prologo)
L’Etiopia l’accoglie e vi rimane per anni, assaporandone la vita, così diversa dalle narrazioni scontate, le persone, i paesaggi. Pur cosciente di essere in qualche modo “estranea” a quel mondo, ne rimane affascinata, gli entra nell’anima. Lì trova una nuova dimensione, un modo più consapevole di vivere, qualcosa di profondo ed essenziale. Il ritorno a casa porta disorientamento e struggimento, la difficoltà nell’accettare lo stile di vita che consideriamo “normale”.
“Le mie ferite sono rimaste laggiù, diventate poesia e laggiù le raggiungono disperatamente quelle nuove, si aggrappano ai rami scarni di acacie, gli uccelli blu iridescenti nella luce le leniscono con tenerezza di un battito d’ali, il sole le guarisce. Laggiù possono tornare i suoi sogni, là sono rimasti i giorni felici, nessuno li potrà toccare, nessuno glieli potrà rubare” (pag.45)
Emergono le esperienze vissute in Etiopia, gli incontri, il lavoro, le meraviglie e le miserie…il racconto è fatto di descrizioni che sembrano quadri e vi è tanta poesia. Nel ricordo l’atmosfera diventa “rarefatta” e la “lei” che rivive tutto coglie dettagli, ripercorre strade, ritrova persone, respira profumi…Tornata in patria emergono le contraddizioni sociali, prova un senso di straniamento. Porta però con sé una nuova presenza…
Un libro emozionante, intenso e coinvolgente.
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Clara Piacentini è stata docente di Lettere in Italia e all’estero. Ha pubblicato manuali di didattica e scrittura creativa. Ha trascorso sette anni in Etiopia. Diplomata alla Scuola Triennale della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, conduce seminari e laboratori di narrazione di sé. Con Irene Tosato ha pubblicato “La terra estranea”.