“Eretici e corsari” al teatro Obihall di Firenze
Tre figure emblematiche dell’Italia degli anni 70, Giorgio Gaber, Sandro Luporini e Pier Paolo Pasolini, tre intellettuali scomodi, eretici appunto: dall’osservazione della loro profonda corrispondenza intellettuale, e non solo, nasce “Eretici e corsari”, lo spettacolo che ieri ha avuto luogo sul palco del teatro Obihall di Firenze, scritto e diretto da Giorgio Gallone e interpretato da Neri Marcorè e da Claudio Gioè con le musiche suonate dal vivo dallo Gnu Quartet, quattro splendidi musicisti, Francesca Rapetti al flauto, Roberto Izzo al violino, Raffaele Rebaudengo alla viola e Stefano Cabrera al violoncello.
Neri Marcorè è un Giorgio Gaber assolutamente perfetto così come Claudio Gioè nei “panni” di Pier Paolo Pasolini; alternando le loro voci, Marcorè anche cantando e suonando la chitarra, alle note dei musicisti, ci hanno proposto le riflessioni di questi intellettuali che viaggiavano sulla stessa lunghezza d’onda utilizzando, ognuno a modo proprio, forme di sopravvivenza all’omologazione con le armi a loro più congeniali: la poesia, la scrittura, la musica e il cinema.
Riproponendoli oggi, a distanza di quarant’anni, Marcorè e Gioè potevano correre il rischio di fare uno spettacolo datato, confinato a quel momento storico-politico, cosa che invece non succede perché, purtroppo, lo scenario non è molto cambiato da allora e, forse, sarebbe meglio tornare a privilegiare una maggiore crescita morale e intellettuale invece del consumismo più bieco e sfrenato.
E il pubblico ha apprezzato questa loro scelta “eretica e corsara” affollando il teatro in modo straordinario e premiandoli, a fine spettacolo, con applausi prolungati e calorosissimi tanto che Marcorè ha ringraziato dicendo, con la sua solita ironia, “grazie per essere qui e non aver visto Sanremo!!!”.
Vorrei concludere invitando ognuno di noi a rileggere il testo di due delle canzoni di Gaber proposte ieri sera, “L’appartenenza” e “Se io fossi Dio”, come spunto di riflessione.

Immagino facilmente come debba essere stata bella la serata….. conosco bene Marcorè che ho già visto interpretare Gaber in un altro spettacolo, mentre non conosco Gioè che , a quanto leggo, deve essere stato molto bravo anche lui e soprattutto molto coraggioso ad interpretare una figura così difficile come quella di Pasolini!
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Fausta carissima, grazie per tutti questi tuoi commenti così affettuosi e attenti 🙂
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