Verdetto finale al teatro delle Donne di Calenzano, recensione di Daniela Domenici
Ieri sera ancora grandi emozioni al teatro delle Donne di Calenzano con lo spettacolo “Verdetto finale”, mise en scene conclusiva del terzo corso di formazione teatrale tenuto da Stefano Massini che ne è il regista oltre che autore del testo per il quale si è ispirato liberamente alla riscrittura che il commediografo inglese Harold Pinter ha fatto dell’originale di Reginald Rose.
Avevo già avuto modo, nella stagione teatrale appena conclusa, di assistere e applaudire un’altra versione di questo stesso testo, difficile, coinvolgente e appassionante; ho voluto essere presente ieri sera per apprezzare le idee e le novità apportate dal regista Massini che così ci parla di questo suo lavoro con gli allievi (cito puntualmente da foglio di sala): “per lavorare sulla costruzione del personaggio e sulle dinamiche di un “gruppo” di assoliti co-protagonisti”, …ho deciso di mettere 16 allievi attori davanti a una prova insolita: tutti quanti saranno ininterrottamente in scena senza soluzione di continuità, recitando in un unico piano-sequenza la riunione a porte chiuse di una giuria americana incaricate di esprimere, all’unanimità, un verdetto di condanna o assoluzione per un ragazzo accusato di parricidio. Il pubblico… assisterà allo spettacolo come (se fosse) un’ulteriore giuria, appostata in alto, sul palcoscenico…fra i quindici giurati compaiono…membri di ogni classe sociale e…provenienza culturale nonché immigrati di diverse generazioni (dall’italiano allo spagnolo alla ragazza irlandese), lucido termometro di una società americana multietnica dilaniata, nei suoi albori, da viscerali odi xenofobi…ma la “paura del diverso”, scopriremo, non è soltanto rivolta a chi proviene da lontano…”: e i suoi sedici allievi si sono rivelati assolutamente all’altezza della prova, a tutti vanno i miei complimenti e il mio applauso ma a qualcuno di loro devo tributare un ”bravo/a” in più: a Marta Principe, la cancelliera che fa il suo dovere con rigore e aderenza alle leggi, a Edoardo Orlandi, il signor Davies, l’innocentista che, lentamente, convincerà tutti gli altri giurati e li porterà a cambiare voto, a Giacomo Rosa, il giurato che ha un’officina, che “disturba” con il suo modo di fare per tutta la durata del verdetto e su cui si concentrerà la xenofobia degli altri, a Paolo Martinenghi, il signor Hafford, il “cattivo”, l’unico che sarà espulso dal consesso prima del verdetto finale. Gli altri giurati sono: Patrizia Bertini, Elisa Ferretti, Francesca Fichera, Marco Gargiulo, Tullio Grossi, Elena Isu, Martina Lancia, Niccolò Magnelli, Carolina Mesoraca, Sandra Orsoni, Silvio Sciortino e Gaia Zipoli.

Insomma giustizia è fatta !! O no ??
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