“Beniamino – Contro la discriminazione e l’omofobia una farsa dall’epilogo tragico ” di Claudia Antolini

Beniamino

Ennio Fantastichini, Nastro d’Argento nel 2010 come miglior attore non protagonista nel film di Ferzan Ozpetek Mine Vaganti, porta in scena il testo di Steve J. Spears “The elocution of Benjamin Franklin”, per la regia di Giancarlo Sepe. La rappresentazione è frutto della sinergia del Teatro Stabile Regionale e Bonawentura/Teatro Miela.

Robert è un attore australiano, il quale, per sopravvivere, apre una scuola di elocuzione shakespeariana, e toglie i difetti di pronuncia alle signore della cittadina di Toorak. Professionale e morigerato durante le lezioni, nel privato Robert abbandona il suo ruolo ed esprime il desiderio di essere donna. Indossa abiti femminili, si lancia in spiritosi balletti sulle note dei Rolling Stones, interagisce con un busto di William Shakespeare e con una foto di Mick Jagger. È un uomo dalla doppia identità che condivide il suo gioco con l’amico omosessuale Bruce, che si è sposato, ma viene aiutato dalla moglie a creare i vestiti da donna.

È omosessuale Robert, ma nessuno deve saperlo. Teme le malelingue della piccola città, la diffidenza e il pregiudizio verso la sua diversità, ma sopratutto teme di perdere il lavoro. Allora si nasconde dietro ad un paio di pantaloni a quadretti e una camicia da uomo, ‘vivendo’ una vita che non gli appartiene. Per tenere nascosta la propria omosessualità, Robert adotta una doppia identità, relegando l’espressione più autentica di se stesso entro le mura del suo appartamento, ma l’arrivo di Beniamino Franklin, un dodicenne con problemi di balbuzie, ha un effetto destabilizzante. Il ragazzo, dalle chiare tendenze omosessuali, attira sin da subito l’attenzione del professore, il quale finirà per innamorarsi platonicamente di lui. L’unico con cui Robert parla dei propri sentimenti è Bruce, al quale confida l’eccitazione, ma anche la malinconia e la solitudine, la preoccupazione per i pregiudizi dei suoi concittadini, l’insoddisfazione per la sua vita perennemente dietro una maschera. Un crescendo di emozioni che porterà il protagonista a finire i suoi giorni in una casa di cura per malattie psichiatriche.

Scritto nel 1976, il testo tratta temi di forte attualità. Diversità, omofobia, pedofilia e solitudine, sono infatti tematiche scottanti oggi come allora. Sul palco c’è solo un interprete, ma non ci si accorge dell’assenza degli altri personaggi. Questi vivono attraverso le parole, i gesti e gli sguardi di Fantastichini, che fa vivere agli spettatori uno spaccato della doppia vita del protagonista senza mezze tinte. Un interprete versatile che si lancia in scene di grande comicità per poi abbandonarsi al dramma, interiorizzando i moti che smuovono l’animo di Robert e riuscendo a trasporli sul palco con immediatezza. La scelta delle luci (Umile Vainieri) e delle musiche (a cura di Harmonia Team) si rivela molto buona nell’accompagnare l’attore nei cambi di tono, sottolineando gli stati d’animo del protagonista senza per questo distrarre dalla scena.

Applausi: 1 minuto e 42 secondi

da http://casadellospettatorets.blogspot.it/2013/12/beniamino-contro-la-discriminazione-e.html