“Congiunzione di Giove e Venere – 30 giugno 2015, in terzine dantesche” di Maurizio Ternullo
Con passo grave, quale a un re conviene,
andava visitando l’ampio regno
che il cielo tutto e la Terra contiene.
Il Cancro vide tutto e giunto al segno
ov’el si estingue ed il Leon ruggisce,
lieta sorte gli offrì lieto convegno:
scomparso il Sole, il cielo s’imbrunisce,
perché Afrodite all’occhio suo si sveli
ed annottando ancor più l’abbellisce
mentre volando perde i lievi veli
finché a Zeus per poco si congiunge
un poco, pria che il vecchio si rigeli.
Sterile brama or nuovamente il punge.
