“Presunzione – due cuori e una tenda canadese” al Teatro di Rifredi, recensione di Daniela Domenici

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Il sorriso inizia già entrando in teatro nel vedere Diletta Oculisti e Giacomo Bogani, i due protagonisti, seduti dentro la tenda canadese montata sul palcoscenico che giocano a carte aspettandoci, deliziosa l’idea di questa accoglienza così diversa che già predispone alla leggerezza.

“Presunzione” è, come leggo nella brochure di sala, tratto da “Presumption” del gruppo “Third Angel”, è stato tradotto da Lorenzo Stefano Borgotallo e adattato e diretto da Edoardo Zucchetti con la scenografia di Allegra Bernacchioni: i miei primi complimenti vanno a loro che da dietro le quinte hanno contribuito a dare vita a questo delizioso spettacolo sull’amore un po’ alternativo. Sì, perché Beth e Tom sono una coppia di trentenni che dopo sette anni di relazione che si è alquanto spenta si rendono conto che devono fare qualcosa per ravvivare la fiamma del loro amore perché sono “stressati, sgangherati, insicuri, cinici eppure incredibilmente teneri e divertenti (dalla brochure)” e per questo si rifugiano per qualche tempo in una tenda canadese dove rimettono in discussione la loro storia con un duello verbale ininterrotto intriso di tanta, deliziosa ironia che li porterà, alla fine, a ritrovarsi e a rinnovare quel loro legame d’amore che si era un po’ appannato.

Bravissima Diletta Oculisti e formidabile Giacomo Bogani a dare corpo e voce a Beth e Tom, un’ora ininterrotta di battibecchi verbali e di scontri anche fisici, un vero tour de force il loro che ha provocato tante risate a scena aperta e ha ricevuto calorosi e lunghi applausi finali, meritatissimi.

Si replica stasera.

 

 

 

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