“La fantasia” al teatro di Rifredi, recensione di Daniela Domenici

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Uno spettacolo alquanto alternativo quello di ieri sera sul palcoscenico del teatro di Rifredi scritto e interpretato da Pasquale Scalzi, Francesco Dendi ed Edoardo Nardin con le musiche originali di Edwin Lucchesi, i costumi di Clotilde, gli oggetti di scena e le illustrazioni di Nardin e il disegno di Scalzi.

Interpretare, nel linguaggio teatrale, generalmente vuol dire recitare un testo ma i tre autori e protagonisti hanno invece recitato come mimi, in silenzio, col corpo, con la musica, con gli oggetti ed emettendo suoni onomatopeici o, comunque, sempre molto simili.

Tutto questo per fare un loro viaggio liberamente ispirato a Bruno Munari perché, come recita la brochure, “lo spettacolo nasce dal desiderio, che diventa quasi una sfida, di far incontrare il mondo di Munari con uno dei pochi linguaggi artistici non utilizzati e sperimentati nel suo lavoro, il teatro…la Fantasia è un nuovo processo creativo dove il corpo diventa un pennello, la voce un modo da scoprire, il testo un lazzo futurista, il disegno uno strumento narrativo, una sfera un personaggio che racconterà storie incredibili” a chi è in grado di ascoltarle, di sorridere facendo emergere il proprio animo bambino, senza filtri, insieme ai tre protagonisti e alle loro buffe barbe posticce da una delle quali esce un fil rouge praticamente infinito che può essere simbolo di molte cose.

Atletismo, simpatia e voglia di giocare sono la cifra distintiva di Scalzi, Dendi e Nardin, convinti che “la possibilità di cambiare le cose è dentro ognuno di noi, basta ascoltare il respiro della fantasia”.

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