Plautilla Bricci, la prima architetta della storia

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Plautilla Bricci (Roma, 1616Roma, 1705) è stata una pittrice italiana e la prima donna architetto della storia.

Plautilla Bricci fu battezzata il 19 agosto 1616 nella parrocchia romana di San Lorenzo in Lucina.[1] Figlia di Giovanni e Chiara Recupita, ereditò dal padre, pittore, maestro di musica e commediografo, la vocazione alla professione artistica, divenendo la prima architetta della storia dell’arte moderna.[1] Accademica di San Luca, la Bricci si formò inizialmente a fianco del padre, già allievo di Federico Zuccari e del Cavalier d’Arpino, con il quale anche Plautilla completò il suo percorso educativo.

Dirette ascendenze arpinesche sono riscontrabili nella Sacra Famiglia e l’Eterno Padre, conservata nel complesso della chiesa di Ss. Ambrogio e Carlo al Corso, ingenuo esercizio si stile di età giovanile.[2] Sostenuta da Elpidio Benedetti, agente del re di Francia a Roma, Plautilla nel ventennio 1660-1680 realizzò Villa Benedetta fuori Porta San Pancrazio la cappella di San Luigi nella chiesa di San Luigi dei Francesi. Costruita tra il 1663, anno in cui venne stabilito il capitolato tra il Benedetti, l’architetto Plautilla Bricci e il capo mastro Marco Antonio Bergiola, villa Benedetta, o del Vascello, fu terminata entro il 1667, secondo il progetto dell’«Architettrice Plautilla Bricci», citata nei documenti più volte, come direttrice dei lavori e responsabile di tutte le eventuali variazioni in corso d’opera.[3];[4] Tra il 1664 e il 1680 l’artista fu incaricata dal Benedetti di seguire i lavori nella cappella di San Luigi, l’unica opera integrale dell’artista giunta fino a noi. Già dedicata a sant’Andrea, la cappella fu completamente «fatta fabbricare con ogni maggiore splendore dall’Abbate Elpidio Benedetti con l’architettura di Plautilla Bricci Romana, che fece anche quella del suo Palazzotto fuori di Porta S. Pancrazio. Il Quadro dell’Altare con S. Luigi e altre figure è opera galante della medesima Plautilla», come ricorda il Titi nella sua guida di Roma. La pala d’altare, raffigurante San Luigi tra la Fede e la Storia, è firmata da Plautilla Bricci, che qui mostra uno stile più coerentemente classico rispetto alle sue opere di architettura, a metà tra tradizione francese e tradizione italiana.[5] Nel 1673 collaborò alla perduta decorazione dell’Oratorio della confraternita del Ss. Sacramento al Laterano, dove dipinse a chiaroscuro nel «terzo pilastro S. Domenico […] ed incontro S. Francesco mano della medesima».[6] Nel 1675 eseguì per i canonici lateranensi un lunettone con l’Eterno Padre, firmato «Plaut.a Briccia Rom.a Invenit», e nello stesso anno, per la Compagnia o Società della Misericordia di Poggio Mirteto lo stendardo processionale della chiesa di San Giovanni Battista.

Rintracciata finalmente la data di morte (1705), l’artista visse quasi novant’anni e morì nella casa di Trastevere, lasciata in usufrutto da Elpidio Benedetti.[2] La sua attività di architetto nella Roma del XVII secolo la pone tra le precorritrici di un cammino di emancipazione delle donne i cui esiti veri e concreti si sarebbero visti solo a partire dalla seconda metà del XVIII secolo successivo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Plautilla_Bricci

https://archipendolo.wordpress.com/2015/11/01/plautilla-bricci-architettrice-del-vascello/