accadde…oggi: nel 1744 nasce Marianna Martines

https://it.wikipedia.org/wiki/Marianna_Martines

Marianna Martines, o Marianne von Martinez[1] (Vienna, 4 maggio 174413 dicembre 1812), è stata una cantante, pianista e compositrice austriaca del periodo classico.

Il nonno paterno di Marianna Martines era un militare spagnolo che era stanziato a Napoli. Suo padre, Nicolò Martines, nacque e crebbe qui e, per un certo periodo di tempo, seguì il percorso per diventare anch’egli soldato. Ma ben presto cambio idea e divenne Maestro di Camera (maggiordomo) del nunzio apostolico presso l’imperatore austriaco a Vienna. Per questi servizi presso l’impero, i fratelli di Marianna ottennero un titolo nobiliare nel 1774, per questo nel cognome della famiglia è presente il “von”.[3]

Durante la sua giovinezza, in Italia, Nicolò era stato amico del poeta Pietro Trapassi, che scriveva sotto lo pseudonimo di Metastasio. In seguito egli divenne tanto famoso che nel 1730 venne chiamato a lavorare Vienna, dove fu nominato Poeta Laureato dell’impero. Metastasio andò ad abitare insieme alla famiglia Martines per tutto il resto della sua vita (dal 1734 al 1782). La sua presenza fu cruciale per la carriera di Marianna.

La famiglia Martines viveva in una grande costruzione sita nella Michaelerplatz, “un imponente casa che si trova ancora sulla Kohlmarkt.”[4] Come era frequente prima dell’invenzione degli ascensori, i piani dei palazzi corrispondevano alla classe sociale dei loro abitanti. Al piano più basso aveva le sue stanze la principessa della ricca famiglia degli Esterházy. La famiglia Martines viveva al terzo piano, mentre al secondo piano abitava Nicola Porpora, insegnante di canto e compositore molto noto. In cima, in un attico freddo e umido, viveva un giovane compositore, Joseph Haydn, che stava tentando di intraprendere la carriera di musicista. La vita di queste persone venne a incontrarsi, in parte anche tramite Marianna Martines.[5]

Ella nacque nel 1744 in casa sua. Anche se venne battezzata col nome di Anna Catherina,[4] lei utilizzo sempre il nome Marianna.

Metastasio si preoccupò di aiutare i ragazzi Martines nella loro crescita e carriera, per esempio facendo ottenere a Giuseppe un importante incarico come custode della Biblioteca Imperiale. Nel caso di Marianna vide subito il suo precoce talento e si occupò quindi della sua educazione, musicale ma non solo.

Le fece prendere lezioni di tastiera da Haydn, che Metastasio aveva incontrato nella casa e, a dieci anni, iniziò le lezioni di canto con Nicola Porpora, che aveva deciso di prendere Haydn come suo assistente: quest’ultimo suonava il clavicembalo, mentre Porpora insegnava a Marianna.

Ben presto Marianna dimostrò di avere un buon talento per la composizione, quindi iniziò a seguire le lezioni con Johann Adolf Hasse e con il compositore della corte imperiale, Giuseppe Bonno.

Ricevette inoltre una ottima educazione, di molto superiore a quella che veniva solitamente data alle donne della sua classe sociale. Era madrelingua sia italiana che tedesca e, in una lettera autobiografica scritta a Padre Martini, scriveva di avere una buona conoscenza della lingua francese. Il musicologo Charles Burney, in visita a Vienna, vide che sapeva parlare anche l’inglese.

Già da bambina, Martines era abbastanza brava da poter suonare davanti alla corte imperiale dove, secondo Wessely, ella “aveva attirato l’attenzione per la sua magnifica voce e la sua capacità di suonare la tastiera.”[7] Da adulta le venne chiesto più volte di suonare davanti all’imperatrice Maria Teresa.[8]

Compose diverse opere che devono essere eseguite da una voce solista, e i suoi biografi (Godt, Wessely) ritengono che il primo esecutore di questi pezzi fosse la compositrice stessa. Se così fosse, essi costituiscono una prova evidente della sua abilità, in quanto la musica è composta con “diverse colorature, salti di intervalli molto ampi e trilli, che indicano che lei stessa dovesse essere un’ottima cantante.” (Wessely)

Martines scrisse diverse cantate secolari e due oratori con testo in lingua italiana. I testi sono naturalmente opera del suo mentore, Metastasio.

Delle sue composizioni ci restano quattro messe, sei mottetti e tre litanie per coro. Scrisse perlopiù in stile italiano, come era d’abitudine fare nel primo periodo del Classicismo viennese. Le sue esecuzioni al clavicembalo, vengono paragonate allo stile di Carl Philipp Emanuel Bach. Le composizioni di Martines furono ben accolte all’epoca e alcuni studiosi ipotizzano che Mozart modellò la sua Messa K. 139 del 1768 sul “Christe” della Messa No. 1 in Re Maggiore di Martines. Nella Michaelerkirche (la Chiesa di San Michele, situata accanto a casa sua) eseguì la sua terza messa nel 1761. Terminò invece nel 1765 la quarta messa.

Il nome e la musica di Martines si diffusero in tutta Europa ed ella venne ammessa nel 1773 all’Accademia FIlarmonica di Bologna.

Il suo oratorio in italiano Isacco figura del redentore venne eseguita per due volte in concerto (17 e 19 marzo 1782) dalla Tonkünstler-Societät, insieme ad altre opere importanti di musicisti famosi, quali Haydn, Mozart, Beethoven e Handel. Fra i solisti vi erano anche Caterina Cavalieri e Ludwig Fischer.[9]

Martines e le sue sorelle, delle quali nessuna si sposò, si occuparono della loro famiglia e di Metastasio fino alla sua morte nel 1782. Egli lasciò il suo patrimonio alla famiglia Martines; Marianna ricevette 20000 fiorini, il suo clavicembalo e la sua biblioteca musicale. Marianna e le sue sorelle organizzavano delle serate musicali a casa loro. Questi eventi attiravano molti ospiti importanti, tra i quali Haydn e il tenore irlandese Michael Kelly. Anche Mozart era un ospite assiduo alle serate e compose delle suonate per pianoforte a quattro mani da suonare con Marianna.

Anche se era una musicista molto attiva e apprezzata, non cerco mai di ottenere un incarico di lavoro; sarebbe stato sconveniente per una donna della sua classe sociale cercare questo tipo di impiego.

La sua ultima apparizione pubblica fu il 27 marzo 1808, per partecipare all’esecuzione dell’oratorio di Haydn La Creazione, diretta da Salieri, in onore dell’ormai anziano compositore. Morì il 13 dicembre 1812 e venne sepolta nel Cimitero di San Marco.

 

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