accadde…oggi: nel 1890 nasce Gabriella Besanzoni, di Ariella Lanfranchi

http://www.treccani.it/enciclopedia/gabriella-besanzoni_(Dizionario-Biografico)/

Nacque a Roma il 20 sett. 1890 da Francesco e Angela Spadoni. Prese le prime lezioni di canto, ancora bambina, da A. Maggi, poi divenne allieva di Hilda Brizi: per qualche anno frequentò contemporaneamente, come esterna, i corsi dei collegio romano Maria Bambina. Discussi sono la data e il nome dell’opera con la quale la B. debuttò. Pare ora certo che essa abbia cantato per la prima volta al Teatro Nuovo di Spoleto nel 1910 nell’Amico Fritz, sotto la direzione di T. De Angelis.

Dopo il successo riscosso, la B. venne subito scritturata da Emma Carelli per il Teatro Costanzi di Roma, dove rimase tre anni, lasciando il ricordo di memorabili interpretazioni come Herda nel Siggfried, Azucena nel Trovatore, Santuzza (voluta da Mascagni) nella Cavalleria rusticana, Dalila nel Sainson et Dalila, Amneris nell’Aida. Non aveva ancora incontrato, tuttavia, l’opera che l’avrebbe resa famosa in tutto il mondo e il personaggio che, per bellezza fisica e temperamento, più si avvicinava alla sua personalità vivace e impetuosa: la Carmen, che cantò per la prima volta al Teatro Regio di Torino. Tra le sue prime interpretazioni mette conto di ricordare anche quella della Aida allo Stadio di Roma, diretta da Mascagni (1914). Nel 1917 volle tentare un esperimento insolito per lei e interpretò il film Stefania, che si rivelò un insuccesso clamoroso. Cominciarono allora le lunghe tournées all’estero che, tra le due guerre, dovevano portare la B. sui palcoscenici di tutto il mondo. Nella stagione 1919-1920 cantò al Metropolitan di New York, interpretando la Aida, L’Italiana in Algeri (5 dic. 1919, prima esecuzione per il Metropolitan), Samson et Dalila e La forza del destino. Nella stagione seguente cantò poi all’Auditorium di Chicago, riscuotendo però un successo. assai tiepido, come del resto era già avvenuto anche a New York.

Sposatasi nel 1924 con il ricchissimo uomo d’affari brasiliano Henrique Lage, la B. si stabilì quasi definitivamente nell’America del Sud. Qui, a Rio de Janeiro, la grande ricchezza del marito le permise di aprire una scuola di canto per giovani principianti di valore: tra i suoi migliori allievi sono Violeta Coelho, Neto de Freitas, Maria A. Costa, Maria E. Martins, Paulo Fortes.

Dopo un viaggio in Italia nel 1933, per la morte della madre, la B. soggiornò per lunghi periodi in Argentina, diradando a mano a mano le sue apparizioni pubbliche e limitandosi in gran parte a recite per beneficenza. Nel 1938 fu di nuovo a Roma e l’estate dell’anno dopo, ancora nel pieno splendore delle sue possibilità, dette l’addio definitivo al palcoscenico cantando la Carmen alle Terme di Caracalla. Il 29 settembre di quell’anno riparti per il Brasile, dove rimase per tutta la durata della seconda guerra mondiale. Mortole il marito nel 1941, Poco dopo si vide confiscare dal governo brasiliano le inunense ricchezze ereditate che, solo in pane, le vennero restituite a guerra finita. Nel 1951 tornò definitivamente in Italia e si stabilì nella sua città natale, dove visse anche dopo il secondo matrimonio (celebrato nel 1956) e dove, in una villa alla periferia, riprese a insegnare gratuitamente canto a giovani meritevoli, con la stessa indomabile energia che l’aveva caratterizzata in passato.

Si spense, a Roma l’8 ag. 1962, colpita da collasso cardiaco.

Negli anni giovanili, la voce acuta e delicata aveva indirizzato la B. verso un repertorio da soprano leggero e, in particolare, verso parti che richiedevano agilità e virtuosismi d’ogni genere. Ma col tempo la sua voce si venne trasformando e, a sedici anni circa, dopo essersi provata come soprano lirico e soprano drammatico, la B. si scoprì una voce decisamente da contralto. E come tale, infatti, divenne famosa in tutto il mondo. L’esperienza precedente ebbe, però, un’importanza decisiva per la sua carriera futura, non solo perché le permise di padroneggiare un repertorio vastissimo (che andava dalla Carmen al Mefistofele, dal prediletto Orfeo di Gluck alla Sentiramide di Rossini, dalla Favorita – in cui fu una mirabile Leonora – al Trovatore), ma soprattutto perché le permise, seppur a scapito talvolta di alcune diseguaglianze di registro, passaggi di straordinaria efficacia dalle tonalità basse, in cui la voce vibrava con intensità dranunatica (come nel primo atto della Carmen), alle tonalità acute, dove la voce spaziava con sicurezza, specialmente in quei suoi famosi attacchi “gentili, chiari, quasi filiformi”, come scrive il Gara (in Enc. d. Spett.). Oltre alle opere già citate, che cantò spesso anche sui maggiori teatri italiani (Comunale di Bologna, S. Carlo di Napoli, alla Scala di Milano), la B. fu interprete della Gioconda, del Werther, della Martha, della Cenerentola,del Barbiere di Siviglia, del Don Carlos, dei Falstaff e del Boris Godunov ed ebbe il merito di cimentarsi anche con opere di compositori contemporanei, che venivano eseguite per la prima volta (si ricordano qui, fra le tante, Melenis di R. Zandonai, Milano, Teatro Dal Verme, 13 nov. 1912; La leggenda delle sette torri di A. Gasco, Roma, Teatro Costanzi, 2 marzo 1913; Jacquerie di G. Marinuzzi, Buenos Aires, Teatro Colón, 11 ag. 1918).

Annunci