accadde…oggi: nel 1916 nasce Alda Noni, di Giancarlo Landini

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Nacque a Trieste il 30 aprile 1916, da Mario e da Corinna Micheluzzi.

La famiglia era di agiate condizioni: il padre aveva un famoso negozio di orologiaio e orefice in piazza Goldoni.

Studiò al Conservatorio della città natale canto e pianoforte, accanto ad appro-fondimenti culturali che compresero anche il tedesco, sempre praticato nel capoluogo giuliano, e approfondì l’analisi degli spartiti sotto la guida del maestro Nino Verchi per poi perfezionarsi a Vienna.

Tra il 1936 e il 1937 debuttò al Verdi di Trieste in piccole parti. Nel 1937 a Lubiana fu Rosina nel Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini; si esibì poi a Zagabria e Belgrado. Nel 1939 ricomparve a Trieste in un’edizione estiva del Rigoletto nel cortile del Castello di S. Giusto. L’anno successivo ancora a Trieste cantò nella Fata Malerba di Vittorio Gui, apprezzato direttore, col quale iniziò un sodalizio artistico, destinato a durare tutta la carriera e a procurarle importanti scritture. Venne introdotta all’EIAR (Ente italiano per le audizioni radiofoniche) e negli ambienti più elitari della Roma musicale, debuttando nella Cambiale di matrimonio di Rossini al teatro delle Arti di Roma, Confederazione fascista professionisti e artisti: una ribalta d’avanguardia, diretta da Alfredo Casella, che si avvalse delle scene e dei costumi di pittori contemporanei e propose avvenimenti quali la prima romana di Così fan tutte di Mozart o la prima italiana delle Noces di Igor′ Stravinskij. In quegli anni ebbe alcune particine in film musicali, dove si distinse per la voce e per il tipo somigliante a quello di un’attrice allora molto in voga, Assia Noris.

Tra il 1943 e il 1944 alla Staatsoper di Vienna partecipò ai festeggiamenti per l’ottantesimo compleanno di Richard Strauss: con l’approvazione e il plauso dell’autore fu Zerbinetta in Ariadne auf Naxos (l’anedottica vuole che, al termine di Großmächtige Prinzessin, dal palco Strauss pronunciasse un «brava!» ad alta voce), la Cantante italiana in Capriccio, Fiakermilli in Arabella. Tra gli altri qui conobbe il celebre soprano Elisabeth Schwarzkopf, con la quale rimase in amicizia per tutta la vita. Nel 1945 fu al Verdi di Trieste, poi al teatro Adriano di Roma, per la prima e unica edizione del Festival della musica e del teatro, Zerlina nel Don Giovanni mozartiano. All’Opera di Roma cantò in un Don Pasquale di Gaetano Donizetti accanto a Tito Schipa, Italo Tajo e allo storico baritono Giuseppe De Luca, che in quell’occasione diede l’addio alle scene.

Si esibì inoltre in allestimenti memorabili, tra cui nel 1950 Un ballo in maschera di Verdi, nel 1953 il Don Giovanni diretto da Herbert von Karajan, che in quell’anno la volle alla RAI, Pamina nel Flauto magico, cantato in italiano. Nel 1946 all’Accademia di S. Cecilia partecipò alla prima italiana della Seconda sinfonia di Gustav Mahler, diretta da Jonel Perlea. Nello stesso anno debuttò alla Fenice di Venezia, nel 1947 al Verdi di Pisa e al S. Carlo, nel 1948 al Comunale di Bologna, nel 1949 al Massimo di Palermo, al Massimo Bellini di Catania e alla Scala di Milano: qui la sua prima apparizione fu con Musetta nella Bohème di Giacomo Puccini diretta da Victor De Sabata; nel 1950 fu Zerbinetta sotto la direzione di Otto Klemperer nella Ariadne auf Naxos e Papagena nel Flauto magico diretto da Issai Dobroven; nel 1951 e nel 1953, Zerlina nel Don Giovanni diretto da Karajan. Nel 1951 cantò alla Reggia di Caserta, nel 1952 al Carlo Felice di Genova, nel 1954 al Piccolo Teatro di Firenze.

Dal 1947 si consolidò anche la carriera internazionale. In quell’anno fu al Cambridge Theatre nella stagione dedicata all’opera italiana, Norina del Don Pasquale. Nel 1949 fu al Saõ Carlos di Lisbona, dove cantò anche nell’Hamlet di Ambroise Thomas, che poi riprese in Italia. Nel 1949 fu al Festival di Edimburgo: Oscar in Un ballo in maschera diretto da Gui. Riconfermata dal 1950 al 1954, fu anche Blonde in Die Entführung aus dem Serail, eseguita in un perfetto tedesco che le valse le lodi della stampa britannica. Nel 1950 debuttò al Covent Garden di Londra, Nannetta nel Falstaff di Verdi diretto da De Sabata. Nel 1952 fu Norina al Liceu di Barcellona. Nel 1956 debuttò a Tokyo e Osaka, con Le nozze di Figaro e Falstaff. Vi tornò nel 1959 con Labohème di Puccini e L’elisir d’amore di Donizetti. La carriera terminò negli anni Sessanta.

Negli anni Cinquanta sposò Antonio (Toni) Sojat: croato, personaggio di grande fascino, importante impresario teatrale, il primo a portare gli spettacoli lirici in Giappone. Dall’unione nacque nel 1955 Tiziana: anche lei intraprese la carriera di soprano. Appaiono infondate le notizie su tournées nell’America Latina. Dopo il ritiro dalle scene tenne frequenti masterclasses in Italia e all’estero.

Morì il 17 maggio 2011 a Larnaca, importante centro turistico-balneare sulla costa meridionale dell’isola di Cipro, dove viveva con la figlia, come lei innamorata di questa stupenda località.

Si accostò spesso alla sala di registrazione, lasciando in tal modo un prezioso documento della propria arte. Per una valutazione più oggettiva dell’interprete sono molto importanti due registrazioni di opere donizettiane (disponibili in DVD), sotto la direzione di Mario Rossi: L’elisir d’amore (Adina), 1954, e Don Pasquale, 1955, ambedue realizzate nell’ambito delle prime produzioni operistiche della RAI. Esiste anche un altro video dell’Elisir d’amore registrato nel 1959 in Giappone, direttore d’orchestra Arturo Basile.

Dotata di voce argentina, non grande ma penetrante, incarnò il tipo del soprano soubrette, ideale per i personaggi piccanti dell’opera buffa. Si segnalò in Mozart, come Susanna nelle Nozze di Figaro, Despina in Così fan tutte, Zerlina in Don Giovanni. Fece di Norina un’autentica creazione. Contribuì alla riscoperta di titoli rari del Settecento (La contadina astuta di Giovanni Battista Pergolesi, L’osteria portoghese di Luigi Cherubini, La buona figliola di Niccolò Piccinni, La Diavolessa di Baldassarre Galuppi) e alla fortuna di altri che, nel Novecento, lo rileggevano in chiave moderna: di Strauss Ariadne auf Naxos (dove con Zerbinetta mise in risalto virtuosismo ed estensione) e Der Rosenkavalier, di Mascagni Le maschere; I quatro rusteghi di Ermanno Wolf-Ferrari; del medesimo compositore cantò in più occasioni Il segreto di Susanna, con cui chiuse la carriera. Ebbe una figura aggraziata, una recitazione spigliata e convincente, una musicalità naturale, coltivata con rigorosa professionalità.