chi dorme non piglia pesci, di Tiziana Mignosa

La prima volta che mi sono accorta

di non essere presente

è stato quando

dopo averlo così tanto atteso

finalmente mi gustavo

senza però farlo

ciò che intensamente credevo allora di volere

 

Stavo lì col corpo

e mi piaceva pure tanto

eppure da altre parti

con l’attenzione spesso me ne andavo

 

Da allora tante volte mi son chiesta

come mai mi recavo altrove

visto che il mio passo

con il sogno finalmente si baciava

 

Qualcosa in questa storia proprio non quadrava

perché se è vero che due più due fa quattro

era più logico scappare

solo quando la materia con la voglia non combaciava

 

Dopo un po’ la risposta

crudele e liberatrice è arrivata

non scappavo perché non gradivo

ma solo perché dormivo

 

 tiziana mignosa

agosto duemiladiciassette

 

note: la vita con il suo esprimersi nella dualità è una continua fonte di colorati insegnamenti ma questo accade solamente se siamo disposti a guardare oltre i nostri limiti terreni. Ogni accadimento può essere, a seconda dei casi, esclusivamente fonte di gioia o dolore oppure grande opportunità di crescita come l’esperienza che ho appena raccontato in questi versi. Ricordo perfettamente la prima volta che, senza ancora aver mai sentito parlare dell’importanza di vivere “in presenza”, mi sono accorta che nei miei comportamenti nei rapporti con la mia vita del momento qualcosa non quadrava. Prima fuggivo perché la mia vita non mi piaceva; ma allora perché accadeva anche quando stavo vivendo perfettamente quello che avevo desiderato con così tanto ardore? Me lo ha spiegato l’esistenza, subito dopo, quando mi ha portato a incontrare chi mi ha parlato dell’importanza di vivere nel qui e ora, sempre, in qualsiasi momento della vita.