Milano questa notte, di Lorenzo Tosa

Migliaia di persone affollano le stazioni a caccia dell’ultimo treno verso Sud, diffondendo il virus in tutta Italia senza controllo, fregandosene bellamente di decreti, zone rosse, buon senso, del proprio Paese e di quel Meridione che per decenni è stato umiliato e offeso, salvo poi diventare in una notte la discarica di tutte le proprie paure.

Questa notte resterà a lungo il simbolo dell’inciviltà e del degrado civile in cui viviamo. Di una parte di Paese che non sa restare unita neanche di fronte alle emergenze, che non ha rispetto per niente e per nessuno, che mette a rischio la salute di milioni di persone per un posto in treno.

Quella parte di Paese che chiude i porti in faccia a chi scappa da guerra, fame e miseria e, per paura di una quarantena, assalta metro, stazioni e autostrade come se domani il sole non sorgesse più.

C’è chi ha la responsabilità politica di tutto questo. E ne risponderà fino in fondo.
E c’è chi ha la responsabilità civile, culturale, individuale. Che pagheremo tutti. Tutti.

Questa non è l’Italia che conoscevamo. O forse sì.