a public officer, di Loredana De Vita

https://writingistestifying.com/2022/01/25/a-public-officer/

Rappresentare non è recitare, ma avere la consapevolezza che il proprio ruolo non ha solo funzione individuale quanto sociale.
Un rappresentante pubblico non officia per sé stesso la sua funzione, insomma, ma per tutti coloro che rappresenta; il suo è un ufficio “pubblico”, appartiene alla società tutta per la quale si espone e di cui si fa carico a prescindere e in favore delle differenze.
Questa è una cosa che tutti dovrebbero avere ben chiara, sia chi assume una tale responsabilità, sia chi ne favorisce l’incarico… soprattutto chi ne favorisce l’incarico che non deve e non può consentirsi giochi di potere che squalifichino la politica e l’intelligenza delle persone.
In realtà, se ci si pensa bene, ogni individuo (sebbene si sforzi di restare chiuso dentro di sé e il proprio interesse) rappresenta più di sé stesso. Ogni individuo è manifestazione di sè, ma anche della storia che lo coinvolge, delle persone che gli sono intorno e da cui deriva la sua storia o di cui ha la responsabilità.
Se ogni individuo nel suo piccolo mondo è comunque esteriorizzazione di un tutto più ampio del singolo, immaginiamo quanto questo sia amplificato per chi assume cariche di alto respiro pubblico.
Non si può officiare per sé stessi soltanto o per quelli che fanno parte del proprio entourage, ma bisogna e si deve essere responsabili di tutti, avere la capacità di non coltivare il proprio piccolo interesse, ma aver cura, essere responsabile -abile alla risposta, cioè capace di rispondere- alle esigenze di chi si rappresenta, tutti coloro che si rappresenta.
Chi lavora per attuare un’elezione a favore di uno o dell’altro dovrebbe chiedersi non se quella persona gli fa comodo, ma se quella persona è capace di rispondere alle esigenze di un intero gruppo differenziato di persone, idee, situazioni.
I giochi di interesse sono solo politica sporca, non politica in senso originario, non politica che si occupa delle “polis”, delle città e dei suoi abitanti.
Ecco, dovremmo molto riflettere sul fatto che “rappresentare” non è recitare un ruolo, ma incarnare la voce di un popolo.