accadde…oggi: nel 1911 nasce Colette Cacciapuoti Rosselli, di Francesca Allegri

Colette Cacciapuoti Rosselli Donna Letizia

Dopo la Seconda Guerra Mondiale in Italia fioriscono molte riviste femminili le cui lettrici sono sarte, commesse, ostetriche, dattilografe, infermiere, insegnanti elementari. Donne che provvedono al proprio sostentamento e le riviste a loro rivolte ampliano i temi affrontati: non più solo abiti, modelli e lavori a maglia, ma anche consigli di vita, in un mondo che comincia a cambiare vorticosamente.

Se durante il Fascismo l’immagine della donna doveva rispondere a precisi canoni di madre, moglie e occasionalmente lavoratrice, nel secondo dopoguerra la vita delle donne cambia radicalmente: sono molte quelle che studiano, pensano alla propria indipendenza e sentono il bisogno di rivolgersi ad altri interlocutori per chiedere un’opinione priva di filtri e censure. Questa esigenza determinò la grande fortuna della così detta “piccola posta”.

Nel panorama dell’epoca, proprio per le loro risposte non scontate, spiccano due giornaliste Brunella Gasperini – Candida e Colette Cacciapuoti Rosselli – Donna Letizia che rispondono a domande del tipo: come comportarsi nei confronti di un corteggiatore troppo irruento? Cosa fare se il marito tradisce o se a tradire è la moglie? Concedere o non concedere la prova d’amore, quando e a chi? Non dimentichiamo che nell’Italia di quegli anni è ammesso il delitto d’onore mentre lo stupro è reato contro la morale, non contro la persona. Accanto a temi importanti anche interrogativi più leggeri: come si apparecchia la tavola? Come si serve un tè? Come ci si comporta a una serata in casa con il capoufficio del marito?

Colette Cacciapuoti Rosselli – Donna Letizia aveva ricevuto un’educazione superiore, aveva sposato Raffaello Rosselli, cugino dei fratelli antifascisti assassinati in Francia, e dal primo marito aveva avuto una figlia, si separerà dal lui nel 1940. La sua prima vocazione era stata un genere particolare di disegno, l’illustrazione di libri per bambini. Il primo libro di Susanna, scritto per la figlia, è pubblicato durante la guerra con lo pseudonimo Nicoletta, e narra le vicende di una bambina, un cagnetto e un uccellino. Pubblicherà altri libri per bambini che, pur nell’epoca tragica della seconda guerra mondiale e del dopoguerra, avranno notevole successo.

Colette illustra anche Il diario della Signorina snob di Franca Valeri; gustose caricature delle manie delle signore della buona società fra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso. Prima su Grazia, poi su Gente, Colette era divenuta Donna Letizia, e agli inizi della carriera era stata perfino giornalista sportiva, ma più di questo fu attenta osservatrice del cambiamento delle donne italiane che si manifestava attraverso le domande che rivolgevano alla rubrica di Donna Letizia.

Colette era una bella signora, elegante e raffinata, disegnatrice e giornalista e, non più giovanissima, divenne la moglie di un importante giornalista italiano: Indro Montanelli. Ebbero una lunghissima relazione sfociata nel matrimonio solo nel 1974, dopo il divorzio di lui dalla prima moglie. Un matrimonio molto particolare: lei a Roma nella sua casa di Piazza Navona, lui a Milano, uniti dall’amore per la reciproca indipendenza, la riservatezza e il desiderio di preservare la loro intimità di fronte ai pettegolezzi. Vicino a Firenze, a Fucecchio, città natale di Montanelli, nel palazzo della Fondazione Montanelli Bassi sono stati ricostruiti esattamente come erano, per volontà e lascito dello stesso Montanelli, i suoi due studi di Milano e Roma con tutti gli arredi, compresi i libri, e qui si trovano anche tutti gli scritti, i libri, le dediche e altri cimeli della stessa Colette.