la trama di Elena, di Francesca Sensini, Ponte Alle Grazie 2023, recensione di Daniela Domenici

Superlativamente splendido questo romanzo il cui sottotitolo è “da Sparta a Troia: memoria della donna più bella del mondo” che Francesca Sensini, docente e scrittrice, dedica a Elena di Troia.

Estrapolerò alcuni paragrafi per darvi un’idea della bellezza di questo libro, inizio intanto con le perfette parole della scrittrice Nadia Terranova in quarta di copertina che mi trovano pienamente concorde “con amore ed esattezza Francesca Sensini restituisce la voce a Elena di Troia. la personalità più affascinante e misteriosa di tutti i tempi – all’abisso della sua stessa verità. E a un’epoca, la nostra, in cui le donne non si accontentano più di essere raccontate dagli uomini”.

Per avvicinarsi meglio a Elena Sensini si chiede “abbiamo a che fare con una donna o con una dea? Non possiamo determinarlo con certezza. Tra le fonti storiche, scritte e mute, alcune sembrano preferire la sua mortalità, altre propendono per la sua essenza divina. In ogni caso la dimensione del sacro le appartiene ed è necessario tenerne conto. Più precisamente è il sacro che fa dell’eroina un mito in senso stretto”; e i miei primi complimenti vanno alla vastità e alla profondità della cultura dei miti, del mondo greco e di tanto altro di Sensini che vengono disseminati con apparente nonchalance lungo la narrazione con una semplicità disarmante, da straordinaria docente: grazie!

E ancora racconta “…per la fama indiscussa del suo nome e il mistero tenace della sua identità Elena è un fantasma femminile pervasivo. Per questo ho voluto renderle un poco del suo corpo e, con esso, una storia incarnata, una dimensione nello spazio, in mezzo a noi, e vederla emergere come soggetto, A questo scopo mi sono affidata alla letteratura, alla storia, alla cultura, in senso ampio” E ci riesce perfettamente perché la sua Elena ha finalmente una voce propria con cui racconta la sua verità perché “se Elena è presente con noi da tremila anni, ha tremila anni di storie da raccontare”.

Concludo con alcune considerazioni di Elena sulla bellezza “la bellezza è un bene comune. E’ il coronamento della virtù personale e sociale di ogni individuo. Tutti aspirano ai suoi benefici…è difficilissimo definire la bellezza, tanto più in quanto la bellezza in assoluto non esiste Ce ne sono tante quante sono le civiltà, i secoli della storia del mondo, gli individue stessi che lo hanno abitato e abitano…parto dunque da un dato empirico: io sono la donna più bella del mondo” e questa affermazione lapidaria e spiazzante dà la misura dell’autostima di Elena, non per niente figlia di Zeus e di Leda.

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