Come pezzi di carta sull’acqua, di Sara Morchio, Golem edizioni 2021, recensione di Daniela Domenici

“non si comprende mai quando le cose iniziano e quando finiscono. Ci sono sempre quei limiti invisibili che diventano tangibili solo alla fine”: queste parole, tratte dalla quarta di copertina, sono una perfetta sintesi di quest’opera di Sara Morchio, scrittrice genovese, che non ha una vera trama ma è un mélange di emozioni, situazioni, pensieri, riflessioni e flash di vita vissuta: brava!
I/le principali protagonisti/e si trovano a dover fare i conti con il proprio passato, provano a sbrogliare la massa dei ricordi per poter iniziare nuovamente a vivere e conosciamo così Ivana, Sabina, Angela, Gloria ed Edna che interagiscono tra loro per motivi e con modi diversi; c’è Bruno, che è un po’ la figura chiave attorno alla quale ruotano queste figure femminili, ma anche Massimo e James, ognuno/a di loro intesse, o ha intessuto nel passato, relazioni che hanno ripercussioni sul presente e nelle quali alcuni/e di loro sono bloccati/e muovendosi “come pezzi di carta sull’acqua”, come recita il titolo: complimenti!
L’autrice non ha scelto una location specifica, riconoscibile, per ambientare questa sua storia perché potrebbe accadere dovunque, c’è solo il mare come elemento ricorrente e un luogo del Sudamerica, anche questo non definito, per i frequenti viaggi di Sabina: ottimo!