lettere in morte di Virginia Woolf, a cura di Sybil Oldfield, recensione di Loredana De Vita

Che Virginia Woolf sia (volutamente non “sia stata”) una scrittrice profonda, acuta, spesso non compresa e ostracizzata persino è un fatto noto, ma che la sua sensibilità e cura per l’altro (oltre la sua scrittura) abbiano lasciato un segno indelebile nel pensiero e nella vita di chi l’ha conosciuta, questo è forse meno ovvio.
Il libro, curato da Sybil Oldfield, “Lettere in morte di Virginia Woolf” (La tartaruga edizioni, 2006), colma questo vuoto raccogliendo le lettere ricevute da Leonard Woolf, marito di Virginia, dopo la di lei morte. Sono lettere colme di amore fuori dai luoghi comuni; leggendole si percepisce l’emozione interiore di chi le ha scritte e non la formale e rituale espressione di condoglianze.
Il libro, preceduto da un’interessante introduzione che aiuta a comprendere meglio la condizione storica e umana in cui la Woolf decise per il suicidio, sfata anche le maldicenze da cui la scrittrice fu colpita quando il suo suicidio fu annoverato come incapacità di affrontare la sua condizione di intellettuale in disgrazia, come tutti gli altri intellettuali, per non aver appoggiato la I guerra mondiale.
In realtà, non fu questa la causa del suicidio, quanto il fatto che la Woolf aveva cominciato a riconoscere i segni del ritorno della sua malattia depressiva e non sopportò di esserne ancora afflitta.
Dalla lettura delle lettere si evince anche la grande stima che tutti nutrivano per lo stesso Leonard che era stato capace di restarle sempre accanto e di “renderla felice” nonostante i tormenti di una personalità così acuta e sensibile.
Le lettere sono divise in cinque differenti gruppi: 1. Lettere dalla cerchia di Virgina Woolf; 2. Lettere dalla cerchia comune di Leonard e Virginia Woolf; 3. Lettere dalla cerchia di Leonard Woolf; 4. Lettere dal pubblico; 5. Lettere dalla cerchia di Vanessa Bell (sorella di Virginia, n.d.r.).
Questo tipo di scansione è molto utile non solo per una cernita in base all’interesse del lettore, ma perché rende pienamente l’idea di quanto vasta e multiforme fosse l’approvazione di quanti hanno amato e ancora amano Virginia Woolf.
Lettere in morte di Virginia Woolf (La tartaruga edizioni, 2006) a cura di Sybil Oldfield è un libro interessante e accurato.