avanti, parla, di Lidia Ravera, recensione di Loredana De Vita

Lidia Ravera: Avanti, parla

“Avanti, parla” (Bompiani, 2023) è un romanzo di Lidia Ravera che suscita emozioni forti e induce a riflettere sul peso della propria storia personale che, dal passato, pone radici difficili da cancellare. Si tratta, talvolta, di un passato costellato da esperienze con cui, nel presente, può essere difficile convivere poiché le scelte diverse diversificano anche la storia del presente.
Lidia Ravera ci presenta, così, Giovanna, una donna solitaria per scelta, anziana per età, con un passato che si rivela sin dall’inizio misterioso e ribelle e con un presente in cui “fuggire” dal mondo e dagli altri sembra essere l’unica possibilità per riuscire a convivere persino con se stessi.
Incontriamo Giovanna attraverso le sue parole che fissa su un diario attraverso il quale, grazie a flash-back emotivamente forti, si rivela tutta la sofferenza di una vita di solitudine e anche di paura. Giovanna faceva parte di un gruppo di “terroristi” che negli anni ’70/’80 seminò protesta ma anche morte e distruzione in Italia. Per questo Giovanna pagò con il carcere i suoi crimini, per questo Giovanna vive il resto della sua vita come prigioniera eterna di se stessa per custodire un passato che non vuole sia rivelato e che pensa non possa essere compreso.
Il diario di Giovanna racconta la sua storia nel presente mentre l’aiuta a ricostruire quella del passato fino a condurre il lettore a una verità che, per quanto liberatoria, non la libera da se stessa fino a quando deciderà di fare i conti con la vita prima che con la morte.
Giovanna avrebbe potuto continuare fino all’ultimo respiro la sua vita sempre uguale se l’incontro con i nuovi vicini di casa (Maria, Michele e i figli Malcom e Malina) non avesse riportato nella sua esistenza un anelito di vita e amore che aveva dimenticato. Soprattutto Malina, le porterà alla memoria l’abisso che ha creato dentro di sé quando si scoprì incinta; soprattutto l’incontro con Pietro Saverio, nonno di Malina, la obbligherà a fare i conti con il suo passato ormai scoperto.
Rifutare o accettare la propria storia? Ricostruire o lasciare spezzati per sempre i legami cui teneva e dai quali aveva preso le distanze? Interrogativi e scelte che, come richiama il titolo, “Avanti, parla”, solo rivelando il profondo di sé e la verità della propria storia, brutta o bella che sia, Giovana sarà in grado di compiere oppure no.
È la storia di un ricongiungimento con se stessa quella di Giovanna, la storia di una donna anziana che aveva rinunciato a vivere pienamente e che dovrà scegliere se vivere o esistere soltanto.
“Avanti, parla” (Bompiani, 2023) di Lidia Ravera è un romanzo acuto, ben scritto, un flusso di coscienza che narra come sia la memoria a costituirsi come storia di una persona. Lo suggerisco.