accadde…oggi: nel 1900 nasce Bice Lazzari, di Paola Naldi

autoritratto
Bice Lazzari nasce a Venezia nel 1900. Seconda di 3 sorelle, in una famiglia di commercianti e imprenditori edili, ha la possibilità di effettuare studi corrispondenti alle sue attitudini. Studia a Venezia, prima iscritta al Conservatorio Benedetto Marcello, dove segue il corso di pianoforte prima e violino poi. Per motivi di salute interrompe gli studi musicali e s’iscrive all’Accademia di Belle Arti.
Durante la prima guerra mondiale si trasferisce con la famiglia a Firenze. Tornata nel 1918 a Venezia, si diploma e tenta l’esperienza dell’insegnamento, che però non fa per lei, spirito libero e indipendente.
Si mette a dipingere per proprio conto e come pittrice si dedica al ritratto e al paesaggio dal vero, mentre nelle arti applicate (decorazioni di oggetti e tessuti) sceglie il disegno astratto e le composizioni geometriche. I suoi paesaggi sono assimilabili a quelli dei pittori della scuola di Burano, che negli anni ’20 continuano la tradizione del vedutismo veneziano.
Per rendersi economicamente indipendente fa disegni per stoffe e merletti commissionati dall’ENAPI (ente artigianato e piccola industria) di Venezia.
Inizia a esporre dall’età di 24 anni e ha la fortuna di far parte dell’ambiente artistico veneziano degli anni ’30, che vede la presenza di personaggi all’avanguardia in ogni campo, dalla pittura all’architettura.
Comprato un telaio, si mette a creare stoffe, sciarpe, borse, cinture, tappeti, partecipando alle esposizioni di Monza e Milano, dove ottiene meritati riconoscimenti. Lavora per alcuni mesi a Roma, per una Società che si occupa di decorazioni d’interni, poi a Venezia sperimenta la decorazione murale e fa varie esperienze con altri materiali: vetri incisi, legni scolpiti, vetri dipinti…
Nel 1935 si trasferisce a Roma, dove lavora su pitture murali e pannelli decorativi.
A 41 anni sposa l’architetto veneziano Diego Rosa, che la sostiene, l’incoraggia e condivide i suoi interessi..
Dopo la seconda guerra mondiale si dedica esclusivamente alla pittura, cercando nuove modulazioni di linee e colori: continua a esporre sia singolarmente che in mostre collettive.
Negli anni ’50 e ’60 abbandona i colori a olio e usa altri materiali: colle, sabbia, tempere, colori acrilici…
Dal 1964 tenta una nuova strada, esprimendosi con mezzi essenziali, come linee tracciate con la grafite su sfondo monocromo: raffinati intrecci di segni elementari, definiti come poetica del segno.
Muore a Roma nel 1981, ma per sua volontà è sepolta a Quero (Belluno), dove era solita trascorrere le vacanze. Il suo monumento funebre è opera del cognato Carlo Scarpa, marito della sorella minore di Bice, Onorina.
L’Archivio Bice Lazzari si trova a Roma, dove è sotto la tutela della Soprintendenza Archivistica per il Lazio.
