Bradipismi, di Stefano Serri, Ortica editrice 2023, recensione di Daniela Domenici

E’ pura, ininterrotta, commovente poesia questa raccolta di racconti di Stefano Serri, infermiere, scrittore e traduttore, sono dieci racconti lenti, come dice il sottotitolo, da cui non vorresti riemergere e che lasciano nell’anima e nel cuore dolci carezze e piccole, grandi perle di saggezza.

Non si riesce a scegliere quale sia il racconto preferito perché in ognuno di loro c’è una goccia di riflessione che ti lascia attonita/o, senza parole, ti commuove per la straordinaria Empatia e Magia e la splendida visionarietà che le connota. L’ultimo capitolo, una trentina di pagine, è quello che dà il titolo alla raccolta “Bradipismi” ed è una superba riflessione, intrisa di ironia, sulla lentezza, sulla vita e sulla morte da parte di un bradipo: standing ovation!

In alcuni degli altri racconti Serri ha messo come protagonisti degli animali, dal pappagallo di “L’educazione dell’uccello” al cane di “La casa del cane”, che sono molto più umani/e di noi che spesso usurpiamo questa definizione: bravissimo!

Il primo racconto “Vorrei morire ma non posso”, il più lungo della raccolta e il più struggente, è intriso della passione e della preparazione che l’autore ha per il suo lavoro-missione: grazie di vero cuore, Stefano, per averci regalato questi racconti!