Attore anonimo, di Aurelian Silvestru, traduzione di Olga Irimciuc, Graphe.it edizioni 2024, recensione di Daniela Domenici

Non conoscevo questo autore moldavo che ha una ricca produzione artistica all’attivo e grazie alla traduzione di Irina Irimciuc ho potuto leggere questo suo romanzo in breve tempo, nonostante le sue 276 pagine, e apprezzarlo come merita perché è un libro assolutamente indefinibile, a tratti quasi folle, ma misterioso e affascinante, è un mix di amore, avventura e spiritualità “con sfumature di giallo in cui l’imperatore Nerone, oltre a essere uno dei protagonisti, riveste un ruolo dai significati sorprendenti”.
I principali protagonisti sono due amici che si ritrovano, dopo molti anni, in una trattoria del centro di Chișinău, capitale della Repubblica Moldova, per rievocare il loro passato e la scomparsa, purtroppo prematura, del loro carissimo amico Florin, un pittore di grande talento. Dal loro racconto riemergono i loro sogni, le invidie, gli amori e i misteri non risolti. Per questo si trovano a vivere una serie di avventure in varie città, tra cui Parigi, e in diversi ambiti ma non si capisce mai quali siano i confini tra realtà e finzione. Il fil rouge di tutta la vicenda è l’imperatore Nerone che è stato sì un imperatore ma anche un artista non compreso e un uomo dall’anima complessa. C’è anche un personaggio femminile, Susanna, molto ben delineato, che è una sorta di figura-chiave dell’intera vicenda.
Complimenti per la perfetta caratterizzazione psicologica dei/lle tanti/e co-protagonisti/e ma soprattutto per la ricchezza e la varietà dei temi trattati con profonda competenza e ricchezza di particolari.