La leggenda di Partenope, di Adele Libero

Dacchè eri nata c’era una anatema,
per te, stupenda figlia d’una Musa,
insieme alle sorelle destinata
a morire in caso di un rifiuto.

Invece con il canto e la bellezza
tu li ammaliavi tutti i pescatori,
che in mare s’affogavano delusi
perché non conquistavano il tuo cuore.

Finchè nel tuo vagar non incontrasti
Ulisse acuto, grande eroe itacese,
che Circe aveva posto sull’avviso
perché tornasse alla sua reggia illeso.

Così lui si legò al suo vascello
per resistere al canto di sirena.
E tu piangesti mentre ti gettavi
nell’estremo dolore dentro al mare,

Poi , portata dall’onde sulla spiaggia,
di Megaride bella ed assolata,
donasti alla città il tuo bel nome,
da allora proteggendola dai mali.

Il Vesuvio or ti fissa innamorato
Il pescatore lieto ti fa festa,
a Pasqua ti regala la pastiera,
Il sole bacia chi d’amor si veste.