Vera e gli schiavi del terzo millennio, di Carmen Lasorella, recensione di Loredana De Vita

“Vera e gli schiavi del terzo millennio” (Marietti 1820, 2023) è il romanzo di esordio di Carmen Lasorella, giornalista nota per le sue inchieste approfondite e accurate nel nostro tempo contemporaneo.
Difatti, Lasorella non smentisce la cura dossieristica della sua specialità giornalistica neanche in questo romanzo che cala nella realtà del mondo della migrazione e del sommerso che lo avvolge.
Vera, la protagonista del romanzo, è un’attivista per i diritti umani che, neanche nella sua mezza età, rinuncia al senso di giustizia e di equità che ha caratterizzato il suo percorso di vita e di lavoro accanto agli ultimi della Terra.
Vera ha un ruolo importante nel Consorzio che si occupa delle migrazioni, ma non si lascia corrompere dai facili guadagni che derivano dall’avere accesso a cospicue somme di denaro che dovrebbero sostenere gli emigranti ma che, come scopre, diventano fonte di lucro e guadagno per alcuni meschini appartenenti al consorzio.
È così che Carmen Lasorella cala il lettore nel mondo sommerso della migrazione non solo delinenando il cammino doloroso e violento che i migranti devono attraversare per raggiungere l’Italia (nel caso specifico, ma lo stesso vale per i migranti di qualsiasi parte del mondo), ma rivelando l’oscuro gioco di potere che i potenti, aiutati dalla mala o da connivenze malefiche, attuano a spese dei migranti e per guadagnare sulla loro pelle attraverso la prostituzione, lo sfruttamento, la pedofilia.
Da inchiesta è il racconto peculiare sulle modalità di sfruttamento, sul guadagno tratto dai soldi pubblici a favore dei migranti, sulle menzogne, gli omicidi e le iniquità che si nascondono dietro l’odio per queste persone che vengono trattate come se fossero i nuovi schiavi, gli schiavi del terzo millennio, appunto.
Vera, nella sua ricerca di verità, è sostenuta da Mariella, segretaria giovane e attenta, da Umberto, un magistrato onesto e integerrimo, da Cecilia, infermiera nei campi di accoglienza e da alcuni medici onesti che, pur restando dietro le quinte, aiutano Vera a scoprire la verità e cercano di aiutare come possono i migranti ad affrontare la loro nuova condizione.
Il racconto si tinge di “giallo” quando si assiste al rapimento di un bambino che Vera aveva salvato e alla minaccia contro Cleo, sosia di Vera ma di carattere opposto, tutto perpetrato per tentare di bloccare le indagini di Vera e del magistrato.
Inoltre, il romanzo è caratterizzato da una profonda analisi che Vera compie su sé stessa su quali siano i valori essenziali della vita, una ricerca che va di pari passo con la scoperta di sé stessa come una persona nuova.
“Vera e gli schiavi del terzo millennio” (Marietti 1820, 2023) di Carmen Lasorella è un libro che può essere letto da molti punti di vista nessuno dei quali delude. Lo suggerisco.