una piuma nascosta, di Lisa Ginzburg, recensione di Loredana De Vita

“Una piuma nascosta” (Rizzoli, 2023) scritto da Lisa Ginzburg è un romanzo che, lieve come una piuma, entra nel pensiero del lettore e come una leggera piuma dona la bellezza trasparente del suo disegno e del suo colore attraendo l’attenzione.
Narrato in terza persona, rivela un legame profondo tra il narratore e i personaggi sebbene non ci sia una partecipazione diretta del narratore negli eventi né di essi sia protagonista. Si tratta del legame che si costruisce nell’intenzione di narrare molto più dei fatti narrati quando si dà valore alle esperienze dei singoli protagonisti e non li si abbandona fono a quando ciascuno abbia trovato la verità per sé stesso. Una verità spesso drammatica, ma sempre liberatoria.
È quello che accade ai protagonisti di questo romanzo, Rosa e Tan, che l’autrice ci fa seguire dalla loro adolescenza fino all’età adulta. Rosa è una ragazza cresciuta in una famiglia semplice, costituita da genitori onesti, Paola e Mario Ossoni, che dedicano al lavoro come custodi alla Quercetana la loro vita e che cercano di indirizzare Rosa verso un futuro più soddisfacente. Ci riusciranno, Rosa diventerà Dirigente del reparto di Oftalmologia presso l’ospedale di Firenze. Tan, invece, è un ragazzo moldavo adottato dai Manera, padroni della Quercetana, Enrica (la Signora, come la chiama Rosa) e l’Avvocato, suo marito, i Manera. Un ragazzo inquieto che deve ricostruire le proprie origini e ricongiungersi a esse se vuole riuscire a trovare sé stesso.
Per quanto severi, i genitori di Rosa le doneranno come meglio sanno tutto l’amore che hanno, ma il fascino della Signora su Rosa è molto forte. I Manera, invece, mostrano grandi difficoltà nel comprendere Tan e i suoi scatti di violenza, sono impacciati nell’assunzione del compito di genitori e l’arrivo di Tan muterà la loro relazione. Rosa è l’unica che riesce a stabilire un rapporto con Tan, ma anche questo sarà destinato ad alterne vicende.
Il romanzo è diviso in tre parti: la prima è l’incontro tra gli adolescenti; la seconda riguarda soprattutto la maturazione professionale e umana di Rosa; la terza narra dell’incontro e del futuro e delle scelte.
È una storia d’amore, certo, ma sopratutto della ricerca di un amore che non riguarda le singole coppie quanto la relazione di libertà emotiva che si può instaurare nella vita dei singoli attraverso il legame con i partner. È la storia della ricerca di sé e delle proprie motivazioni, una storia di riscatto dai luoghi comuni che evita le scelte facili per seguire quelle più complesse che, però, sono anche quelle che rendono liberi.
C’è nella vita dei personaggi e in particolare in quella di Rosa “una piuma nascosta” che non si mostra sempre, ma che attrae l’attenzione e si disvela nella sua fragilità ma anche nella ricerca della verità.
“Una piuma nascosta” (Rizzoli, 2023) di Lisa Ginzburg è un romanzo delicato, diretto e piacevole da leggere, riflettere, tornare a leggere. Lo suggerisco.